Mps avanza su Mediobanca tra utili record e schermaglie tra banchieri
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Redazione Economia
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Banca Monte dei Paschi di Siena ha chiuso il primo trimestre del 2025 con un utile netto di 413 milioni, segnando un +24,2% rispetto allo stesso periodo del 2024. Una performance che l’amministratore delegato Luigi Lovaglio non ha esitato a definire "eccellente", sottolineando come la solidità patrimoniale abbia raggiunto livelli mai visti prima. Ma i riflettori, durante la call con gli analisti, si sono subito spostati sull’offerta pubblica di scambio (Ops) lanciata da Mps su Mediobanca, operazione che continua a dividere i due istituti.
«Nagel si è svegliato solo dopo la nostra offerta», ha dichiarato Lovaglio, senza aspettare il turno delle domande, in un chiaro riferimento alla mossa di Mediobanca su Banca Generali. L’istituto di piazzetta Cuccia, guidato da Alberto Nagel, ha infatti risposto alla proposta senese con un’Ops da 6,3 miliardi sulla controllata di Generali, finanziata attraverso i titoli della compagnia triestina già in portafoglio. Una strategia che Nagel ha difeso a più riprese, sostenendo che l’operazione di Mps comporta "rischi altissimi", mentre quella su Generali creerebbe valore.
I numeri, tuttavia, sembrano dare ragione a Lovaglio. Oltre all’utile in crescita, Mps ha beneficiato di un miglioramento del credito e di una riduzione dei costi operativi, fattori che hanno spinto gli analisti a considerare il titolo tra i più solidi del settore. Ma la partita, ormai, non è più solo finanziaria: è diventata una questione di strategia e prestigio tra due banche che non intendono cedere il passo.




