Ecobonus, ENEA aggiorna i vademecum e il governo studia il ritorno al 65%
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Redazione Economia
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Sono online sul sito dell'ENEA tredici vademecum aggiornati sugli interventi di efficientamento energetico che danno diritto all'Ecobonus. L'aggiornamento, curato dal Dipartimento Efficienza Energetica dell'agenzia, tiene conto delle novità introdotte dal decreto ministeriale del 26 ottobre 2025 e dal decreto legislativo 5 del 2026, recepimento italiano della direttiva europea RED III, e punta a supportare i cittadini che programmano i lavori e a offrire una guida tecnica a progettisti, installatori e asseveratori.
Le schede, rinnovate anche nella veste grafica, riepilogano requisiti tecnici, spese ammissibili e adempimenti previsti per ciascun intervento agevolato, dalla riqualificazione energetica globale all'isolamento dell'involucro disperdente, dalla sostituzione degli infissi alle schermature solari, fino agli impianti di riscaldamento con pompe di calore, generatori a biomassa, sistemi ibridi, microcogeneratori, caldaie a condensazione, collettori solari e sistemi di building automation.
Il quadro delle aliquote vigenti e l'ipotesi del 65%
L'aggiornamento dell'ENEA arriva mentre il governo lavora alla prossima legge di Bilancio, dove prende quota l'ipotesi di riportare l'Ecobonus al 65% per gli interventi sulle prime case. Nelle settimane scorse si è discusso di una possibile rimodulazione delle detrazioni, con l'obiettivo di concentrare le risorse sugli interventi capaci di ridurre i consumi energetici degli edifici. Per il momento, però, si tratta di indiscrezioni: nessuna norma ha ancora confermato l'aliquota maggiorata.
Il punto di partenza è la disciplina vigente, che per le spese sostenute nel 2026 riconosce un'aliquota del 50% per gli interventi sull'abitazione principale e del 36% per gli altri immobili. Dal primo gennaio 2027, in assenza di modifiche legislative, le percentuali sono già programmate a scendere: 36% per l'abitazione principale e 30% per gli altri immobili. È su questo decalage che si concentrano le valutazioni dell'esecutivo, anche se la cautela resta d'obbligo perché massimali, requisiti e beneficiari dell'eventuale nuovo incentivo dovranno essere stabiliti dalla manovra.
Gli interventi che rientrano nelle guide
Le schede tecniche dell'ENEA tracciano una mappa dettagliata del perimetro agevolabile. Tra le voci figurano la riqualificazione energetica globale dell'edificio, la coibentazione delle strutture opache disperdenti con il cosiddetto cappotto termico, gli interventi sulle parti comuni condominiali che interessano almeno il 25% della superficie disperdente, la sostituzione di serramenti e infissi, l'installazione di schermature solari e di collettori solari termici.
Sul fronte degli impianti, i vademecum coprono la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale con pompe di calore, scaldacqua a pompa di calore, sistemi ibridi basati su centralina unica, microcogeneratori e dispositivi di building automation.
Restano elencati anche i generatori a biomassa, sebbene il quadro normativo sia cambiato in profondità: dal 3 agosto 2026, con l'entrata in vigore delle disposizioni del decreto legislativo 5 del 2026, è scattato lo stop agli incentivi per stufe a pellet, stufe a legna, caminetti e termocamini quando sostituiscono un impianto alimentato a gas.
L'unica eccezione riguarda la sostituzione di un vecchio impianto a biomassa o la dismissione di una caldaia a gasolio o a carbone, a condizione che il nuovo apparecchio abbia certificazione a cinque stelle, rendimento termico non inferiore all'87% ed emissioni di particolato sotto 1 mg/Nm³. Anche in questo caso il combustibile deve essere pellet certificato ENplus A1, con l'obbligo di conservare le fatture di acquisto per eventuali controlli.
I nuovi requisiti tecnici per gli impianti
La data del 4 febbraio 2026 segna uno spartiacque per gli interventi sugli impianti. Per i lavori avviati da quella data, i vademecum richiedono valori aggiuntivi rispetto ai parametri precedentemente in vigore: entrano in gioco indicatori come Scop, Seer, Sper ed efficienza stagionale, in funzione della tecnologia impiegata.
Per le pompe di calore avviate prima di quella data restano validi i valori minimi di Cop e Gue previsti dall'allegato F del decreto ministeriale del 6 agosto 2020, mentre per gli interventi successivi la verifica si estende ai nuovi indicatori introdotti dal recepimento della RED III. Lo stesso principio vale per gli scaldacqua a pompa di calore, per i quali il vademecum richiede un Cop superiore a 2,6 misurato secondo la norma tecnica di riferimento, con l'aggiunta della classe energetica A o superiore per i lavori iniziati dal 4 febbraio 2026.
Sul portale telematico dell'ENEA, utilizzato per trasmettere i dati necessari all'agevolazione, sono stati introdotti controlli automatici che impediscono il caricamento delle pratiche prive dei nuovi indicatori energetici. Il sistema verifica la data di avvio del cantiere e, quando questa è successiva allo spartiacque normativo, rende obbligatoria la compilazione dei campi dedicati ai parametri stagionali.
La stretta informatica ha un effetto diretto anche sulle conversioni da gas a biomassa: selezionando come generatore sostituito una caldaia a gas metano o a GPL, la piattaforma disabilita automaticamente la possibilità di indicare una stufa a pellet o a legna come nuovo impianto, confinando l'incentivo per gli apparecchi a cinque stelle alle sole sostituzioni di gasolio, carbone o vecchie biomasse.
Accanto ai vademecum, l'ENEA ha pubblicato le nuove versioni delle applicazioni ShadoWindow e Chiusure Oscuranti, utilizzabili direttamente in rete anche da cellulare o tablet, che consentono di calcolare il risparmio energetico connesso all'installazione di schermature solari e chiusure oscuranti.
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