Kaufman e la rissa allo Starbucks di Roma: un episodio nella spirale di violenza
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Redazione Interno
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Le urla, i dipendenti del locale che si precipitano ai piani superiori, un uomo a terra con la nuca sanguinante. «Era sporco di sangue, che aveva macchiato anche il vestito della figlia e la maglietta della donna con lui». È il racconto del responsabile dello Starbucks di piazza San Silvestro, consegnato ai carabinieri e confermato dalle immagini di un video, ora al centro delle indagini sul duplice omicidio di Villa Pamphili.
Il 3 giugno, Francis Kaufmann – l’uomo accusato di aver ucciso Anastasia Trofimova e la loro figlia Andromeda – è stato aggredito nello stesso bar dove, poche ore prima, aveva litigato con un cliente. Secondo i militari intervenuti, la discussione sarebbe degenerata in colluttazione, lasciando Kaufmann ferito. Un episodio che si aggiunge al quadro di tensioni e violenze che circondavano la famiglia, già emerso nelle ricostruzioni delle ultime ore di Anastasia.
Quella stessa sera, la giovane donna sarebbe stata uccisa, mentre la bambina – come accertato dagli inquirenti – sarebbe morta in un secondo momento, prima che i corpi venissero abbandonati nel parco. Le indagini hanno rilevato come Kaufmann, reduce da un passato segnato da difficoltà economiche e conflitti familiari, fosse spesso al centro di situazioni turbolente.
Dall’altra parte dell’oceano, intanto, i fratelli di Kaufmann reagivano con sgomento alla notizia dell’arresto. «Hai letto i giornali? Parlano di Charlie», avrebbe detto uno di loro a Penelope, la sorella, mentre le notizie da Roma si diffondevano tra i conoscenti e gli ex soci d’affari. Un crollo, quello della famiglia, che affonderebbe le radici in dissesti finanziari e vecchie dispute, secondo quanto riportato da fonti vicine al clan.




