Garlasco, i consulenti della Procura: «Il Dna può essere di Sempio»

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Nel delitto di Garlasco torna in primo piano il Dna trovato sulle unghie di Chiara Poggi: per i consulenti della Procura di Pavia è «scientificamente attendibile» considerare Andrea Sempio un possibile contributore di due profili genetici maschili. I genetisti Carlo Previderé e Pierangela Grignani hanno depositato una nuova relazione nella quale sostengono che l'indagato non possa essere escluso sulla base della concordanza degli alleli osservati nei campioni. L'accertamento entra negli atti dell'inchiesta appena chiusa sull'omicidio avvenuto il 13 agosto 2007 e rafforza la posizione sostenuta dall'accusa sul significato delle tracce biologiche.

La nuova relazione genetica e il nodo della contaminazione

Il passaggio centrale riguarda l'interpretazione dei profili estratti dal materiale subungueale della vittima. Previderé e Grignani ritengono che la spiegazione più ragionevole della corrispondenza riscontrata sia la compatibilità con Sempio e con la sua linea paterna. I consulenti contestano anche l'ipotesi che il risultato possa dipendere dalla contaminazione dovuta ai reagenti utilizzati durante gli accertamenti. La questione è particolarmente delicata perché non si tratta di una semplice identificazione individuale attraverso un profilo genetico completo: il dato riguarda la linea maschile e proprio caratteristiche e affidabilità delle tracce sono state oggetto di un lungo confronto tecnico tra accusa, difesa e periti.

Il Dna era già finito al centro dell'incidente probatorio affidato alla genetista Denise Albani. La perizia aveva individuato una compatibilità con la linea maschile della famiglia dell'indagato, evidenziando però limiti nella possibilità di attribuire con certezza il materiale biologico a una singola persona. La nuova consulenza nasce anche dall'esame delle osservazioni presentate dalla genetista Marina Baldi per la difesa. La Procura sostiene che quelle considerazioni siano state analizzate e confutate dai propri esperti, facendo della lettura delle tracce sotto le unghie uno dei principali terreni tecnici del procedimento.

L'inchiesta chiusa e gli altri accertamenti disposti dai pm

La Procura di Pavia ha notificato il 28 settembre una nuova chiusura delle indagini, dopo gli accertamenti integrativi avviati successivamente al precedente avviso di maggio. L'indagine riguarda l'omicidio aggravato di Chiara Poggi e l'accusa si prepara a chiedere il rinvio a giudizio del trentottenne. Tra gli approfondimenti effettuati non figura soltanto la genetica: i magistrati hanno disposto nuove consulenze sulle lesioni della vittima, sulle caratteristiche antropometriche dell'indagato e sull'impronta a pallini rilevata sul pavimento della villetta. La difesa, dopo la notifica dell'avviso di conclusione, ha la possibilità di presentare memorie e ulteriori elaborati dei propri esperti prima delle successive determinazioni dei pubblici ministeri.

Un altro elemento acquisito riguarda la ricostruzione medico-legale dell'aggressione. Gli accertamenti di Cristina Cattaneo e del co-consulente Leone indicano che alcune lesioni extracraniche potrebbero essere state prodotte almeno tra 15 e 30 minuti prima della morte, senza escludere un intervallo di sopravvivenza complessivamente più lungo, fino a 60 minuti. Secondo la lettura della Procura, almeno una parte delle ferite sarebbe compatibile con una colluttazione o con un'azione aggressiva protratta, durante la quale la vittima avrebbe compiuto atti di difesa almeno passiva, attraverso movimenti di protezione e interposizione del corpo. Il colpo all'occipite viene invece indicato come quello letale.

La famiglia Poggi non si costituirà parte civile contro Sempio

Nel passaggio verso l'eventuale udienza preliminare è arrivata anche una decisione significativa dei familiari della vittima. I genitori e il fratello di Chiara Poggi non intendono costituirsi parte civile nei confronti dell'indagato. La posizione è stata comunicata dall'avvocato Francesco Compagna, che assiste la famiglia insieme a Gianluigi Tizzoni: «Non abbiamo da avanzare alcuna pretesa economica nei confronti di persone innocenti». I legali hanno invece indicato una linea diversa nell'eventualità di un procedimento di revisione promosso dalla difesa di Alberto Stasi, condannato in via definitiva per l'omicidio.

La posizione dei Poggi si inserisce in una divergenza che era già emersa pubblicamente nel corso della nuova inchiesta. A maggio i loro avvocati avevano contestato le intercettazioni che avevano coinvolto anche i familiari della vittima e avevano ribadito di non credere al coinvolgimento di Sempio. Dopo la più recente chiusura delle indagini, Tizzoni e Compagna hanno sostenuto che gli elementi riguardanti le prove utilizzate nei confronti di Stasi riproporrebbero temi già conosciuti. La Procura di Pavia ha precisato, dal canto suo, che nessuna richiesta finalizzata a una proposta di revisione della condanna è stata rivolta alla Procura generale.

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