Conference League, il Crystal Palace ipoteca la finale: 3-1 allo Shakhtar. Il Rayo Vallecano batte lo Strasburgo 1-0
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Sport
-
Le semifinali di andata della Conference League, giocate ieri sera, hanno consegnato due verdetto parziali ma decisamente contrastanti: da una parte il colpo esterno del Crystal Palace, che ha letteralmente strappato il vantaggio sul neutro di Cracovia imponendosi per 3-1 contro lo Shakhtar Donetsk; dall’altra il più misero, ma non meno prezioso, successo casalingo del Rayo Vallecano, capace di avere la meglio con un secco 1-0 sullo Strasburgo in una contesa ben più equilibrata rispetto a quanto dica il punteggio.
La furia inglese a Cracovia: Sarr, Kamada e Larsen rispondono al pareggio ucraino
Sul campo neutro dell’Henryk Reyman Municipal Stadium di Cracovia, il Crystal Palace di Oliver Glasner ha messo una seria ipoteca sulla qualificazione all’atto conclusivo del torneo, grazie a un avvio folgorante e a una reazione d’orgoglio nella ripresa. Gli inglesi hanno sbloccato il match dopo neanche un minuto di gioco, ventitré secondi per la precisione, quando l’assist di Mateta ha liberato Ismaila Sarr al tiro: l’attaccante senegalese ha incrociato con il destro, beffando il portiere avversario Riznyk e firmando la rete più veloce nella storia della competizione. Si trattava, peraltro, dell’ottavo centro personale in questa edizione per Sarr, che sta trascinando la sua squadra verso l’obiettivo europeo. Lo Shakhtar, però, forte del proprio orgoglio e del gioco espresso sul proprio “terreno” d’adozione, non si è scomposto, costruendo azioni pericolose anche se impreciso sotto porta. Nella ripresa, però, ecco la doccia fredda per la formazione londinese: al 48’, sugli sviluppi di un calcio d’angolo battuto dalla sinistra, Kaua Elias ha deviato per il facile tap-in vincente di Ocheretko, che ha riportato il match in perfetta parità. L’illusione di risultato per gli ucraini è durata lo spazio di dieci minuti, perché al 58’ il giapponese Daichi Kamada, ex di centrocampo della Lazio, ha raccolto una respinta corta nei pressi della lunetta, facendo partire un rasoterra chirurgico che si è insaccato sotto la traversa, firmando il nuovo vantaggio inglese. Nel finale, complice la scopertura offensiva degli avversari in cerca del pareggio, il Palace ha trovato il terzo gol in contropiede: al minuto 84, Strand Larsen ha ricevuto palla in area e, con un tocco sotto misura, ha superato Riznyk per il definitivo 3-1. Un risultato che lascia gli uomini di Glasner con un piede e mezzo nella finalissima di andare in scena tra una settimana a Londra.
Il Rayo trova il jolly sugli sviluppi di corner: decide la testa di Alemão
Sotto il cielo di Madrid, invece, la sfida tra Rayo Vallecano e Strasburgo è stata una partita dal copione molto più tattico e nervoso, decisa da un’unica, decisiva, intuizione su palla inattiva. I padroni di casa, apparsi più timidi nel primo tempo e incapaci di rendersi realmente pericolosi nella trequarti avversaria, hanno cambiato marcia nella ripresa. L’episodio che ha sbloccato il match è arrivato al minuto 54: il capitano Isi Palazón ha battuto un corner dalla destra con una traiettoria avvolgente sul primo palo, dove Alemão è scattato anticipando la marcatura, staccando di testa con decisione per infilare il pallone nell’angolino lontano, oltre la disperata e vana presa del portiere francese Penders. Lo Strasburgo, con il rammarico di aver subito un gol evitabile su uno schema da allenamento, non è però andato in tilt. Anzi, nella mezz’ora finale ha alzato il baricentro, creando qualche apprensione per i padroni di casa. Il Rayo ha avuto la palla per chiudere i conti con Lejeune, il cui colpo di testa è finito dritto tra le braccia dell’estremo difensore ospite, ma non c’è riuscito. Per il club alsaziano, abituato a rimonte pesanti (come dimostrato ai quarti, quando ribaltò un doppio svantaggio contro il Mainz), il margine ridotto – un solo gol di scarto – lascia tutto in gioco in vista della gara di ritorno in programma sette giorni più tardi.
Le prospettive in vista dei ritorni: l’Europa chiama, Londra e Alsazia decidono
Il verdetto delle semifinali di andata ha delineato due scenari piuttosto distinti in chiave qualificazione. Da una parte, il Crystal Palace ha ampiamente sfruttato la propria superiorità tecnica e fisica, portandosi a casa un passivo di due reti che appare difficilmente colmabile per uno Shakhtar Donetsk che dovrà giocare il ritorno in trasferta a Londra, dove l’atmosfera di Selhurst Park potrebbe diventare una bolgia difficilmente gestibile per i giovani talenti ucraini. Nonostante la vittoria schiacciante, l’allenatore Glasner ha chiesto ai suoi di replicare la concentrazione anche al cospetto del proprio pubblico, senza concedere quelle distrazioni difensive (come il gol subito da corner) che avevano rischiato di complicare i piani. Per quanto riguarda l’altra semifinale, il margine è quanto mai risicato. Quel 1-0 conquistato a Vallecas dal Rayo è un risultato che non dà certezze assolute; lo Strasburgo, infatti, ha già dimostrato in questa edizione del torneo di saper reagire con carattere alle difficoltà e, giocando tra le mura amiche allo Stadio della Meinau, tenterà di ribaltare l’inerzia della serie per strappare il pass per la prima finale europea della propria storia. Entrambi i verdetto finali, dunque, si scriveranno solo al termine delle gare di ritorno, con le squadre di Premier League e Liga che partono comunque con un leggero, ma significativo, vantaggio psicologico.
Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.
