Inferno a Calenzano, esplosione al deposito Eni, cinque morti e tre feriti gravi

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Redazione Interno Redazione Interno   -   A Calenzano, il 9 dicembre scorso, un'esplosione devastante ha scosso il deposito Eni, causando la morte di cinque operai e il ferimento grave di altri tre. L'incidente, avvenuto durante le operazioni di carico del carburante, ha sollevato numerosi interrogativi sulle procedure di sicurezza adottate nel sito. La Procura di Prato, guidata da Luca Tescaroli, ha avviato un'inchiesta per chiarire le cause della deflagrazione, concentrandosi in particolare sui lavori di manutenzione in corso al momento dell'incidente.

Il sindaco di Calenzano, Giuseppe Carovani, ha espresso la necessità di aprire una riflessione sulla coesistenza del sito con il contesto infrastrutturale urbanistico locale. Durante la commemorazione per le vittime, Carovani ha sottolineato l'importanza di un confronto per capire come prevenire simili tragedie in futuro.

Tra le vittime, Gerardo Pepe, manutentore della Sergen di Potenza, la cui moglie, Maria Antonietta Pascale, ha chiesto giustizia e chiarezza sulle circostanze della morte del marito. La donna, insieme all'anziana madre di Pepe, ha partecipato alla commemorazione, esprimendo il suo dolore e la sua determinazione a ottenere risposte.

Vincenzo Martinelli, la prima vittima identificata, aveva segnalato nei mesi precedenti una serie di anomalie nelle operazioni di carico del carburante. Le sue preoccupazioni, purtroppo, non sono state sufficienti a prevenire la tragedia.

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