Esplosione al deposito Eni di Calenzano, cinque morti e oltre venti feriti
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Redazione Interno
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Calenzano, una tranquilla cittadina toscana, è stata scossa da una tragedia lunedì scorso, quando un'esplosione devastante ha colpito il deposito Eni di via Erbosa, provocando la morte di cinque lavoratori e ferendo più di venti persone. L'incidente, che ha riportato alla memoria il crollo del supermercato Esselunga di via Mariti avvenuto lo scorso febbraio, ha suscitato un'ondata di cordoglio e rabbia tra la popolazione locale.
Oltre un migliaio di persone, armate di bandiere e striscioni, si sono radunate in piazza Vittorio Veneto, sotto la sede del Comune di Calenzano, per partecipare alla manifestazione e allo sciopero generale provinciale indetto dai sindacati Cgil, Cisl e Uil. Al grido di "Basta morti sul lavoro", i manifestanti hanno espresso il loro dolore e la loro indignazione per l'ennesima tragedia sul luogo di lavoro.
La giornata di lutto, proclamata in tutta la Toscana, ha visto un minuto di silenzio osservato sul luogo dell'incidente in mattinata. Il sindaco di Calenzano, Giuseppe Carovani, ha annunciato l'attivazione di un conto corrente di solidarietà a favore delle famiglie delle vittime. Il conto, presso Unicredit spa, tesoriere del Comune, è stato aperto per raccogliere donazioni destinate a sostenere i familiari dei lavoratori deceduti.
Alla cerimonia di omaggio alle vittime, svoltasi davanti ai cancelli del deposito, hanno partecipato anche le Istituzioni regionali e rappresentanti della Giunta e del Consiglio comunale.




