Desertificazione bancaria, in Emilia Romagna e in Italia chiudono gli sportelli

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Economia Redazione Economia   -   La progressiva rarefazione degli sportelli bancari, un fenomeno che ormai assume contorni strutturali, sta modificando in maniera profonda il tessuto socioeconomico di molte regioni, tra cui l'Emilia Romagna. Secondo le rilevazioni più recenti, che fotografano una situazione in costante evoluzione, nei primi nove mesi del 2025 sono stati chiusi a livello nazionale 268 punti di accesso fisici al credito. Un dato, questo, che si inserisce in un trend di lunga durata e che contribuisce a lasciare un numero crescente di comuni, specialmente quelli di piccole dimensioni, completamente privi di un presidio bancario. La First Cisl, analizzando la questione, ha definito il processo come "multidimensionale", sottolineandone le pesanti implicazioni che vanno ben oltre la semplice contrazione numerica.

Un panorama in rapida trasformazione

Quello che un tempo rappresentava un punto di riferimento fisso per le attività commerciali e per i cittadini, un luogo di incontro e di scambio oltre che finanziario, sta diventando sempre più un ricordo. La trasformazione del settore, del resto, è stata radicale e ha portato a una drastica riduzione della rete territoriale. Se si allarga lo sguardo a un arco temporale più ampio, si osserva come la diminuzione degli sportelli abbia superato, nell'ultimo decennio, la soglia di un terzo del totale. Una contrazione così significativa, che ha inevitabilmente costretto milioni di persone a rivedere le proprie abitudini, ad affrontare spostamenti più lunghi e a confrontarsi con code sempre più frequenti ai pochi bancomat rimasti operativi.

I numeri di un fenomeno sistemico

La dimensione del fenomeno è resa con chiarezza dai dati elaborati dall'Area Studi Mediobanca: sono ben 3.380 i comuni italiani, corrispondenti al 42,8% del totale, a non ospitare più alcuna filiale. Rispetto a un periodo di riferimento come il 2008, l'incremento dei comuni "desertificati" è stato del 55%, una progressione che evidenzia l'accelerazione del processo. Nel solo anno 2024, le chiusure hanno interessato 586 sportelli, un numero che da solo aiuta a comprendere la portata della riorganizzazione in atto nel sistema creditizio, il quale ha progressivamente concentrato le proprie strutture in aree ritenute più redditizie.

Il paradosso dell'accesso ai servizi

Parallelamente alla scomparsa dei canali fisici, si è assistito a un massiccio trasferimento delle operazioni verso le piattaforme digitali. La quasi totalità degli intermediari, ormai, ha orientato la propria offerta verso servizi fruibili esclusivamente da remoto. Curiosamente, nonostante la carenza di filiali, gli studi rilevano che non si è verificato un peggioramento nell'accesso ai servizi finanziari in senso lato; anzi, è aumentata la percentuale di famiglie che detengono un deposito bancario. Questo paradosso, che vede da un lato la privazione di un servizio di prossimità e dall'altro una potenziale maggiore inclusione finanziaria, rappresenta uno degli aspetti più complessi da decifrare in tutta la vicenda.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.