La rivoluzione verde di Abate per riconquistare i tifosi del Toro

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il coraggio non è mai mancato a Ignazio Abate e, a giudicare dalle prime uscite estive, non gli sta mancando nemmeno in questa nuova avventura sulla panchina del Torino. Nonostante i pochi anni di esperienza da tecnico, le difficoltà legate a un mercato che impone scelte oculate e quel bollino di "esordiente" che, complice il curriculum da calciatore di altissimo livello, suscita ormai più curiosità che certezze, l'ex terzino del Milan sta plasmando una squadra a propria immagine e somiglianza.

Alla sua età, 39 anni, c'è chi corre ancora per il campo, come il coetaneo Dzeko o Sua Maestà Modric, ma Abate ha scelto la via della panchina, pronto a fare il grande debutto in Serie A con un progetto che promette di essere rivoluzionario.

L'evoluzione tattica: aggressività e possesso

Sei amichevoli estive, poi qualche giorno di rifinitura e a Ferragosto, come da tradizione, il primo appuntamento ufficiale con la Coppa Italia: quale evoluzione per il Torino di Abate? Pochissimo e potremo assistere al debutto ufficiale del nuovo corso granata, ma già nelle amichevoli, compresa quella contro l'Avellino di Nesta, si sono intravisti i primi, significativi, segnali di una svolta. Aver mantenuto l'ossatura della scorsa stagione, per l'Avellino, ha favorito automatismi rodati, ma il Toro di Abate sta cercando di costruire una propria identità ben precisa.

Il tecnico di Sant'Agata de' Goti sta lavorando per cancellare il ricordo dei 63 gol subiti nella scorsa stagione, un dato pesante che ha condizionato l'intero cammino dei granata. La sua ricetta si basa su un cambio radicale di mentalità: niente più difesa bassa e attendista, ma pressing alto e riconquista rapida della sfera. Come ha spiegato il difensore Saul Coco, che sta ben interpretando le nuove direttive, il messaggio di Abate è chiaro: la miglior difesa è il possesso palla, per tenere lontani gli avversari dalla propria area e dettare il ritmo del gioco.

Il lavoro al Filadelfia e la condizione della rosa

La ripresa del lavoro al Filadelfia, dopo la trasferta di sabato ad Avellino e la domenica di riposo concessa dal tecnico, è stata incentrata proprio su questi principi. Abate, che dopo la sesta e ultima amichevole estiva ha concesso un giorno di riposo, sta mettendo grande enfasi sulla brillantezza atletica e sull'intensità, elementi non negoziabili per il suo credo tattico.

Le buone notizie dall'infermeria riguardano Gvidas Gineitis, il centrocampista lituano che al Partenio era stato vittima di due brutti falli, uno per tempo, che lo avevano costretto a uscire anzitempo nel corso della ripresa dopo neanche una ventina di minuti, inevitabilmente un po' claudicante. Le sue condizioni saranno monitorate in vista dell'esordio stagionale, così come quelle di tutti gli elementi a disposizione, in un organico che sta gradualmente assimilando i nuovi dettami tattici.

Il tecnico sta lavorando molto anche sull'aspetto mentale, cercando di creare una "mentalità molto positiva" anche nei momenti di difficoltà, un aspetto che i giocatori hanno subito percepito come un valore aggiunto.

I giovani e il futuro granata

Uno dei punti di forza del progetto Abate, che ha convinto la dirigenza a puntare su di lui, è la capacità di valorizzare i giovani, un aspetto già dimostrato ai tempi del settore giovanile del Milan e poi alla Juve Stabia. In questo senso, il Torino guarda con interesse al rientro di alcuni elementi cresciuti in casa, come Alessio Cacciamani, che sotto la guida di Abate in Serie B aveva collezionato 37 presenze, dimostrando di poter essere un elemento utile per la prima squadra.

La sua duttilità, la capacità di fare "avanti e indietro mantenendo lucidità e attenzione" e il margine di miglioramento lo rendono un profilo ideale per gli schemi del nuovo tecnico. La filosofia societaria, che punta su giovani motivati e orgogliosi di vestire la maglia granata, si sposa perfettamente con le caratteristiche di un allenatore che ha fatto della crescita dei talenti il suo cavallo di battaglia.

L'esordio in Coppa Italia e la spinta dei tifosi

L'attenzione di tutto l'ambiente è già proiettata verso la prima gara ufficiale della stagione: il turno eliminatorio di Coppa Italia in programma sabato sera al Grande Torino contro la Carrarese. Un debutto da non fallire per iniziare a dare risposte concrete a una piazza che attende segnali di riscatto. Saul Coco ha sottolineato l'importanza di partire col piede giusto, non solo per la squadra e per il nuovo allenatore, ma anche per i tifosi, il cui sostegno, come ha dichiarato, rende la squadra "immediatamente più forte".

La spinta del pubblico sarà il carburante ideale per accelerare la crescita di un gruppo che, pur con le difficoltà di una nuova gestione, mostra grande ambizione. La vittoria ai rigori nel Memorial Criscitiello contro l'Avellino, al di là del risultato, ha già fornito un primo assaggio dell'energia che Abate sta cercando di trasmettere, con la speranza che il 2026 possa essere l'anno della definitiva consacrazione per il Torino.

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