Oristanio-Heggem, rigore negato al Toro. Abate: "Si commenta da solo"
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Redazione Salute
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Il pareggio per 1-1 tra Bologna e Torino, maturato al Dall'Ara nella quinta giornata di Serie A, lascia in bocca ai granata un sapore decisamente amaro. La rete di Kulenovic al 77' aveva rimesso in piedi una partita che i rossoblù avevano indirizzato con il gol di Bernardeschi al 14', ma a tenere banco nel postpartita è soprattutto l'episodio che ha visto protagonisti Heggem e Oristanio nel finale. Il difensore norvegese è apparso in netto ritardo sull'inserimento del trequartista campano, atterrandolo in area di rigore senza che il direttore di gara concedesse il penalty.
Un contatto che, a giudizio unanime degli osservatori, appariva solare e che avrebbe potuto consegnare al Torino una vittoria in rimonta.
Le parole di Abate
«Accettiamo la decisione, ma l'avete visto tutti l'episodio e si commenta da solo». Ignazio Abate sceglie la strada della compostezza, senza alzare i toni ma lasciando intendere quanto l'episodio non meriti ulteriori spiegazioni per la sua lampante chiarezza. Il tecnico granata preferisce concentrarsi sulla prestazione offerta dai suoi, sottolineando come la metamorfosi tra primo e secondo tempo sia figlia di un cambio strutturale più che di un approccio mentale diverso.
«Con gli ingressi di Patterson, Ilkhan e Kulenovic abbiamo alzato baricentro e fisicità», ha spiegato Abate, aggiungendo come il Torino abbia prodotto «numeri migliori del Bologna» e meritato qualcosa in più. Il riferimento è ai dati della ripresa, quando i granata hanno alzato notevolmente il proprio volume offensivo, trovando il pareggio proprio con il croato entrato dalla panchina, al primo gol in Serie A.
L'analisi di Palladino
Dall'altra parte, Raffaele Palladino ha esordito sulla panchina rossoblù con un pareggio che lascia più di un interrogativo. Il tecnico campano, arrivato da soli tre giorni, ha rivendicato la prestazione per settanta minuti, nei quali il Bologna non ha concesso praticamente nulla agli avversari, salvo poi calare vistosamente nella parte finale della gara. «Nel secondo tempo abbiamo sbagliato qualche ripartenza e siamo stati meno lucidi», ha ammesso Palladino, individuando nel calo fisico la chiave della rimonta granata.
La sosta per le nazionali rappresenta ora un'occasione preziosa per lavorare sui principi di gioco e sulla condizione, in vista di un calendario che non concede tregue.
L'errore di Skorupski
Se il rigore non dato rappresenta il rimpianto più grande per il Torino, il gol del pareggio è figlio di una disattenzione che sta diventando una costante nell'inizio di stagione del Bologna. Sandro Kulenovic ha calciato da fuori area con un tiro non irresistibile, ma Skorupski non è riuscito a trattenere il pallone, lasciandolo scivolare in rete. Si tratta del secondo errore pesante per il portiere polacco in questo campionato, dopo quello contro l'Atalanta che era costato la sconfitta in extremis.
Palladino lo ha difeso pubblicamente, spiegando di volerlo valutare con calma, ma la sensazione è che la gerarchia tra i pali possa essere ridefinita al rientro dalla sosta, con Pessina pronto a giocarsi le sue carte.
I cambi che hanno svoltato la ripresa
Uno dei dati più significativi emersi dal Dall'Ara riguarda l'impatto dei giocatori subentrati. Abate ha citato espressamente Patterson, Ilkhan, Oristanio e lo stesso Kulenovic, tutti entrati nella ripresa e capaci di cambiare il volto della squadra. L'ingresso di Oristanio in particolare ha dato profondità e imprevedibilità a un attacco che nella prima frazione era apparso troppo lezioso, mentre Kulenovic ha aggiunto quella fisicità che mancava nel duello con i centrali rossoblù.
Per il Torino si tratta di un segnale incoraggiante in vista delle prossime partite, anche considerando che Zapata e Adams non sono ancora a pieno regime. La sosta servirà ad Abate per valutare l'assetto migliore, con la difesa a quattro che, per sua stessa ammissione, continua a dargli sensazioni diverse rispetto alla linea a tre.
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