Abate inganna il Bologna: la mossa a tre cambi che ha raddrizzato il Torino
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Redazione Sport
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Stadio Dall'Ara, Bologna-Torino. Sul cronometro scorre il 67:09 quando Ignazio Abate decide di giocarsi la partita. Sulla lavagnetta luminosa compaiono tre numeri rossi e tre numeri verdi: fuori Comert, Braganca e Vlasic, dentro Belghali, Ilkhan e Oristanio. Un triplo cambio che stravolge l'ossatura dei granata e cambia il volto di una gara che, fino a quel momento, sembrava incanalata verso la vittoria dei felsinei.
Il Bologna era passato in vantaggio al 14' con Federico Bernardeschi, abile a raccogliere una deviazione di Ismajli su un cross di Miranda e a battere Perri con il mancino. Per il tecnico dei rossoblù, Raffaele Palladino, si trattava del primo gol sulla nuova panchina, arrivato dopo un avvio in cui il Torino aveva provato a fare la partita senza però trovare la porta. La squadra di Abate, dal canto suo, faticava a costruire occasioni e subiva il pressing avversario, con il Dall'Ara che spingeva i padroni di casa verso il raddoppio.
La svolta arriva proprio dalla panchina. L'inserimento di Kulenovic, Patterson e Oristanio alza il baricentro e la fisicità del Torino. Abate lo aveva anticipato nel post partita: «Con gli ingressi di Patterson, Ilkhan e Kulenovic abbiamo alzato baricentro e fisicità: abbiamo avuto numeri migliori del Bologna, avremmo meritato di più». E in effetti, la squadra cambia passo.
Al 77' Kulenovic, entrato nella ripresa, si invola verso la porta difesa da Skorupski e lascia partire un rasoterra che il portiere rossoblù non riesce a trattenere, firmando il pareggio e il suo primo gol in Serie A. Da quel momento il Torino prende campo e mette in difficoltà la retroguardia emiliana, che nel finale si aggrappa agli interventi del proprio estremo difensore per evitare il sorpasso.
La partita, però, resta segnata anche da un episodio discusso. All'83', Oristanio entra in area e viene toccato da Heggem: l'arbitro Guida lascia correre e il VAR non interviene. Un contatto che ha fatto discutere, ma che il designatore Daniele Orsato ha poi derubricato come «decisione di campo». Abate, dal canto suo, sceglie la linea del silenzio: «Accettiamo la decisione, ma l'avete visto tutti l'episodio e si commenta da solo». Una presa di posizione che non nasconde il rammarico per un episodio che, a suo modo di vedere, avrebbe potuto cambiare il finale.
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