Van der Poel vince la seconda tappa, Del Toro nuovo leader della Tirreno Adriatico

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La pioggia caduta sulle colline toscane, nel pomeriggio di oggi, ha reso il fondo del settore di sterrato – quei 5,3 chilometri posti a ridosso del centro storico di San Gimignano – una trappola perfida per i corridori, e la seconda tappa della Tirreno Adriatico, la Camaiore-San Gimignano di 206 chilometri, si è trasformata in una sfida nervosa e spettacolare che ricordava, per intensità e pathos, le grandi classiche del Nord. A vincerla, al termine di una volata a tre che ha esaltato il pubblico raccolto sulle strette vie lastricate del borgo medievale, è stato Mathieu Van der Poel, il campione del mondo di ciclocross che di fango e sterrati se ne intende eccome; eppure, per domare il messicano Isaac Del Toro e l’italiano Giulio Pellizzari, giunti con lui al traguardo dopo essere scattati sullo strappo in terra battuta, l’olandese ha dovuto letteralmente spremere ogni goccia di potenza dai suoi muscoli, quasi scivolando in una delle curve più tecniche e rischiando il cedimento meccanico in un momento cruciale.

Il tratto in terra battuta che ha deciso la frazione

Il momento chiave della frazione, com’era nelle previsioni della vigilia, si è materializzato quando il gruppo ha innestato il tratto in terra battuta che conduce verso l’abitato di San Gimignano, e lì, complice l’asfalto bagnato dei chilometri precedenti che aveva già reso i corridori tesi e guardinghi, la selezione è stata brutale: Julian Alaphilippe ha provato ad accendere la miccia, ma è stato l’inevitabile forcing di Van der Poel a spezzare in due il plotone, lasciando sul posto prima Filippo Ganna, il leader della vigilia che sulla carta poteva soffrire un epilogo del genere, e poi innescando una caduta che ha coinvolto Thymen Arensman, con Matteo Jorgenson scivolato rovinosamente mentre cercava di tenere la scia del fuoriclasse dell’Alpecin-Premier Tech. Del Toro e Pellizzari, più scattanti e lucidi in quel frangente, hanno dovuto ricucire un piccolo strappo per riportarsi sulla ruota dell’olandese, e una volta ricomposto il terzetto di testa – con un vantaggio che lievitava rapidamente sul drappello degli inseguitori, dove invano s’affannavano Andrea Vendrame e Giulio Ciccone – nessuno di loro ha più guardato indietro, pedalando di comune accordo verso un epilogo che si preannunciava incertissimo.

L’epilogo a San Gimignano e la nuova classifica

Sul pavé in salita degli ultimi metri, caratterizzato da una pendenza che tocca picchi significativi, è stato Pellizzari a tentare per primo l’allungo, ma Van der Poel, pur apparso in qualche frangente in difficoltà e con la catena saltata in una delle curve dello sterrato, ha controllato l’accelerazione del giovane italiano e poi ha piazzato la sua volata, potente e irrefrenabile, tagliando il traguardo con un margine minimo ma sufficiente per alzare le braccia al cielo. Del Toro, che negli ultimi due chilometri aveva trainato il gruppetto con l’obiettivo di accumulare secondi di abbuono preziosi per la classifica generale, si è dovuto accontentare della piazza d’onore, ma il suo secondo posto, sommato al ritardo con cui Ganna ha concluso la tappa – staccato di oltre un minuto – gli vale la maglia azzurra di leader della Corsa dei Due Mari, con tre secondi di vantaggio proprio su Pellizzari e tredici su Magnus Sheffield, nuovo terzo della graduatoria. Per l’alfiere della UAE Team Emirates, che già sabato scorso aveva impressionato alla Strade Bianche, si tratta di un salto di qualità importante in una corsa che, nonostante la giovane età, lo vede ora indiscusso protagonista e punto di riferimento per la classifica a tempi, con tutti i big – da Primoz Roglic a Antonio Tiberi – costretti ora a inseguire e a sperare in una tappa favorevole per ribaltare le gerarchie.

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