Cambiamenti di leadership nell'Unione europea: un nuovo corso
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Redazione Esteri
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L'Unione europea si trova in una fase storica tumultuosa, con sfide che non si risolvono con la semplice conta dei voti. Con una guerra alle sue porte, una Cina sempre più assertiva e gli Stati Uniti in crisi di leadership, molti osservatori ritengono che l'Unione europea dovrebbe avere una maggioranza con una connotazione diversa.
Nuovi volti alla guida
La maggioranza Ursula, che ha incoronato Ursula von der Leyen alla guida della Commissione, resiste. Tuttavia, ci sono stati cambiamenti significativi nella leadership dell'Unione europea. Il socialista portoghese António Costa e la liberale estone Kaja Kallas sono stati nominati rispettivamente nuovo presidente del Consiglio europeo e prossima Alta rappresentante per gli affari esteri.
Il ruolo di Orbán
La scelta del premier ungherese Viktor Orbán di ammorbidire la propria postura e smarcarsi dal no secco opposto da Giorgia Meloni ai nomi di Costa e Kallas non è passata inosservata tra gli osservatori di Bruxelles.
Profili contrastanti
"Uniti nella diversità" è il motto dell'Unione europea. E non potrebbero essere più diversi i profili politici di António Costa e Kaja Kallas. Costa, leader carismatico decisamente a sinistra, e Kallas, saldamente liberale, anti-russa e pro-Kiev, rappresentano due facce diverse dell'Unione europea.
La posizione di Meloni
Nella complicata partita europea in cui Giorgia Meloni è impegnata, un punto resta oscuro: il motivo per cui avrebbe deciso di votare contro la nomina dell'estone Kaja Kallas ad Alto Rappresentante della politica estera. Si capisce l'astensione sull'amica Ursula von der Leyen, tuttora indispensabile per riaprire la trattativa; ancor di più s'intuisce il voto contrario al portoghese Antonio Costa come presidente del Consiglio, un socialista quindi doppiamente avversario.




