Bankitalia, frodi sui pagamenti digitali contenute: 3 euro ogni 100mila transati

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Nel primo semestre del 2025, nonostante la costante evoluzione degli strumenti finanziari e delle relative minacce, il quadro delle frodi nei pagamenti digitali in Italia si mantiene su livelli estremamente ridotti, come certifica l’aggiornamento semestrale diffuso dalla Banca d’Italia. Il tasso di frode, calcolato sul valore delle transazioni, si attesta infatti allo 0,003%, il che significa che per ogni centomila euro movimentati attraverso canali digitali solo tre euro sono riconducibili a operazioni fraudolente. Un dato che, se analizzato in termini numerici – dodici casi illeciti ogni centomila operazioni – conferma una sostanziale tenuta del sistema, pur nella necessaria vigilanza che il contesto impone.

Le differenze tra gli strumenti di pagamento

Il rapporto della vigilanza, il cui scopo principale è quello di monitorare l’integrità del circuito, svela tuttavia significative disparità tra i diversi mezzi di pagamento a disposizione dei cittadini. A registrare l’incidenza più alta, in valore, sono le carte di pagamento, con un tasso di frode pari a 18 euro per centomila euro transati, seguite dai prelievi effettuati presso gli sportelli automatici, che si attestano a 10 euro, mentre i bonifici mostrano una resilienza maggiore, con appena 2 euro illeciti per la stessa somma di riferimento. Queste cifre, che delineano una gerarchia del rischio, sono essenziali per gli addetti ai lavori, i quali devono continuamente adeguare protocolli e sistemi di sicurezza.

Il caso specifico delle carte prepagate

Un segnale di attenzione emerge dall’analisi dettagliata della moneta elettronica, e in particolare dalle carte prepagate, la cui vulnerabilità sembra in lieve aumento. Per questo specifico strumento, infatti, l’incidenza delle operazioni fraudolente ha raggiunto i 31 euro ogni centomila euro transati, corrispondente a uno 0,031% in valore, mostrando un incremento rispetto allo 0,027% registrato nel medesimo periodo dell’anno precedente. Si tratta di una dinamica che, seppur contenuta nell’ambito di un fenomeno complessivamente limitato, richiede un’osservazione particolare da parte degli istituti emittenti e delle autorità di controllo.

Il quadro generale e il ruolo della vigilanza

La pubblicazione periodica di questi dati da parte di Bankitalia, la quale non si limita a una mera fotografia statistica ma fornisce una base analitica per le inchieste delle autorità giudiziarie, rappresenta un presidio fondamentale per la trasparenza e la sicurezza del mercato. L’architettura dei pagamenti digitali, se da un lato ha accelerato e semplificato le transazioni quotidiane, dall’altro espone a tentativi di manipolazione e di truffa, alcuni dei quali finiscono al centro di indagini articolate che spesso coinvolgono reti criminali transnazionali. Il monitoraggio continuo, pertanto, costituisce la prima linea di difesa per proteggere il risparmio e garantire la fluidità degli scambi economici, in un equilibrio delicato tra innovazione e tutela.

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