Dua Lipa sostiene la "rivoluzione dei fenicotteri" contro il mega-resort del genero di Trump in Albania
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Esteri
-
La popstar britannica Dua Lipa, figlia di genitori albanesi originari del Kosovo, ha deciso di usare la propria voce per schierarsi apertamente contro il maxi-progetto turistico che vedrebbe coinvolta l'area protetta di Zvërnec, nella regione di Valona. Nel corso di un'intervista per il podcast Service95 Book Club, in dialogo con la scrittrice albanese Lea Ypi, l'artista ha manifestato tutto il suo sostegno al movimento di protesta noto come "rivoluzione dei fenicotteri", giunto ormai al quarantacinquesimo giorno di mobilitazione.
La cantante, che ha sempre mantenuto un forte legame con le proprie radici balcaniche, non ha nascosto la propria preoccupazione per le sorti di un ecosistema che rischia di essere compromesso da un intervento edilizio dal valore complessivo di 1,6 miliardi di euro.
Il progetto che infiamma Tirana
L'operazione immobiliare al centro delle contestazioni è stata promossa da Jared Kushner, genero del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, e da sua moglie Ivanka, con l'appoggio dichiarato del governo albanese guidato da Edi Rama. Il resort, che dovrebbe sorgere su un tratto costiero di straordinaria bellezza naturalistica, prevede la realizzazione di strutture alberghiere e residenziali di lusso in una zona attualmente soggetta a rigorosi vincoli ambientali.
Dua Lipa ha sottolineato come l'aspetto più inquietante della vicenda non sia soltanto l'impatto fisico sull'ambiente, ma anche la procedura con cui si sta tentando di aggirare le normative esistenti: «Mi preoccupa che il governo possa modificare la legge, eliminando le tutele ambientali, senza una consultazione pubblica adeguata», ha dichiarato la cantante durante il podcast.
Un passaggio, questo, che ha trovato ampia eco tra i manifestanti, i quali temono che l'iter burocratico venga accelerato per favorire gli interessi della potente famiglia statunitense a discapito della comunità locale e del patrimonio naturale del paese.
Il movimento dei fenicotteri e le proteste quotidiane
Quella che è stata ribattezzata "rivoluzione dei fenicotteri" ha preso il nome proprio dagli uccelli che abitano la laguna di Narta, un'area umida di importanza internazionale situata nelle vicinanze del sito in cui sorgerebbe il complesso turistico. Da oltre un mese e mezzo, cittadini e attivisti si ritrovano ogni sera nelle piazze di Tirana e nelle principali città del paese per esprimere il proprio dissenso verso un progetto ritenuto dannoso non solo per l'equilibrio ecologico della regione, ma anche per la trasparenza amministrativa.
Dua Lipa ha raccontato di seguire con attenzione gli sviluppi della mobilitazione, trovando «davvero incoraggiante» l'impegno dimostrato dalla gente, che continua a scendere in strada nonostante le pressioni e la mancanza di risposte concrete da parte delle istituzioni. Nel suo intervento al podcast, la popstar ha evidenziato come la resistenza civile rappresenti un segnale potente di consapevolezza collettiva, specialmente in un contesto in cui le decisioni politiche sembrano spesso influenzate da logiche economiche esterne.
Un legame profondo con le radici albanesi
Per comprendere appieno le ragioni che hanno spinto Dua Lipa a prendere una posizione così netta, occorre ricordare il forte attaccamento della cantante alle proprie origini. Nata a Londra all'inizio degli anni Novanta da genitori kosovari, la famiglia della artista era originaria di Priština, all'epoca parte della provincia jugoslava del Kosovo, e si era trasferita nel Regno Unito fuggendo alle tensioni politiche che avrebbero poi portato al conflitto balcanico.
Nonostante la distanza geografica, Dua Lipa ha sempre mantenuto vivo il rapporto con la cultura e la lingua albanese, visitando spesso il paese e sostenendo pubblicamente diverse iniziative di carattere sociale e culturale. Questo legame affettivo rende la sua presa di posizione contro il mega-resort particolarmente sentita, quasi come una questione personale, che tocca il nucleo stesso della sua identità e della sua storia familiare.
Nel dialogo con la scrittrice Lea Ypi, la cantante ha voluto trasmettere un messaggio di speranza e di coesione, sottolineando come la mobilitazione popolare possa ancora influenzare le scelte di un governo che, fino a questo momento, è sembrato sordo alle richieste di trasparenza e tutela del territorio.




