Farmaci anticancro, l'Italia tra i Paesi europei con più terapie

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Redazione Economia Redazione Economia   -   L'Italia è uno dei Paesi europei che garantiscono l'accesso al maggior numero di nuovi farmaci anticancro, ma tra l'autorizzazione europea e l'impiego effettivo di una terapia passano mediamente 470 giorni. Per i malati si tratta di un'attesa lunga, anche se resta ben al di sotto della media continentale. L'Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) ha affrontato il tema nella conferenza stampa tenuta al congresso della European Society for Medical Oncology (ESMO) a Madrid, sostenendo che si possa fare molto di più per accorciare i tempi.

Vaccini a mRNA e terapie personalizzate: le novità di Madrid

In apertura dei lavori del congresso ESMO 2026, Giuseppe Curigliano, presidente eletto della società europea, ha descritto una fase di importanti progressi per l'oncologia, resa possibile da terapie sempre più innovative e personalizzate. Tra le novità più promettenti ha indicato i vaccini terapeutici a mRNA costruiti su misura per i pazienti con melanoma ad alto rischio, che nei primi risultati hanno mostrato una riduzione del rischio di recidiva.

Accanto ai nuovi farmaci, molti degli studi più innovativi presentati a Madrid condividono un filo rosso, la cosiddetta de-escalation, che si ritrova in numerosi tipi di tumore e interessa milioni di malati e ai loro familiari. Francesco Perrone, presidente di Fondazione AIOM, spiega che il termine inglese si potrebbe tradurre con un semplice «riduzione dell'intensità», ma che in realtà indica qualcosa di più: curare meno, quando i dati lo consentono, senza rinunciare all'efficacia del trattamento.

Il calo delle sperimentazioni cliniche in Europa

Curigliano ha lanciato anche un appello sul futuro della ricerca nel continente: l'Europa, ha detto, deve proteggere il proprio ruolo nell'oncologia e fare in modo che le politiche di contenimento dei prezzi dei farmaci non si traducano in una riduzione delle sperimentazioni cliniche. Ha chiesto un confronto tra tutti i principali attori del settore per affrontare il calo delle attivazioni dei trial, cioè degli studi che permettono di valutare l'efficacia e la sicurezza delle nuove terapie.

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