Atletica, i convocati per i Mondiali indoor di Torun: Italia da record con Furlani, Diaz e la sedicenne Doualla
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Redazione Sport
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Saranno ventisei, tredici uomini e altrettante donne, gli atleti italiani che prenderanno parte ai Mondiali indoor di atletica leggera in programma a Torun, in Polonia, da venerdì 20 a domenica 22 marzo. Il direttore tecnico Antonio La Torre, dopo aver valutato le ultime indicazioni fornite dalle classifiche mondiali e aver beneficiato di alcune rinunce internazionali dell’ultima ora che hanno permesso di allargare il contingente, ha ufficializzato una squadra che eguaglia per numeri, limitatamente alle prove individuali, il record di presenze stabilito a Parigi nel lontano 1997. Una spedizione, questa, che porta in terra polacca non solo quantità ma anche un tasso tecnico elevatissimo, con diversi protagonisti delle recenti affermazioni olimpiche e iridate pronti a recitare un ruolo da protagonisti sulla pedana e in pista.
I campioni in carica e le sfide nel salto
Tra i nomi di maggior spicco spicca inevitabilmente quello di Mattia Furlani, il lunghista che si presenterà a Torun forte del doppio Titolo mondiale conquistato nell’arco del 2025, sia al coperto di Nanchino che all’aperto di Tokyo. Il giovane saltatore, reduce da un esordio stagionale incoraggiante che lo ha visto volare a 8,33 metri a Parigi a fine gennaio, cercherà di difendere l’oro iridato in sala, consapevole di dover fronteggiare avversari di primissimo piano. Nella stessa pedana del triplo, poi, l’Italia potrà contare su una coppia di assoluto valore: da una parte c’è Andy Diaz, campione del mondo indoor in carica e quindi intenzionato a confermare il titolo vinto dodici mesi fa, dall’altra Andrea Dallavalle, reduce dall’argento mondiale all’aperto sempre nella rassegna di Tokyo e desideroso di ritagliarsi uno spazio importante in una specialità che regala da anni soddisfazioni al movimento azzurro. Nel lungo femminile, occhi puntati su Larissa Iapichino, campionessa europea al coperto in carica, chiamata a misurarsi con un contesto globale che rappresenta sempre un banco di prova fondamentale per la sua maturazione tecnica.
Velocità, mezzofondo e peso: un poker di ambizioni
Non solo salti, perché le speranze di medaglia dell’Italia si allargano ad altri settori. Nei 60 metri piani femminili, Zaynab Dosso arriva all’appuntamento con i galloni di vicecampionessa mondiale e forte del crono di 6"99, miglior prestazione mondiale stagionale eguagliata insieme alla campionessa olimpica Julien Alfred; un tempo, quello fatto segnare proprio a Torun a fine febbraio, che la proietta tra le favorite per una finale che si preannuncia incandescente. Sulle stesse distanze, ma con obiettivi diversi, esordirà invece la giovanissima Kelly Doualla: la sedicenne lombarda, campionessa europea under 20 nei 100 metri, vivrà la sua prima convocazione in nazionale assoluta diventando, con i suoi 16 anni e 121 giorni, la più giovane azzurra di sempre a prendere parte a una rassegna iridata. Nel mezzofondo, Nadia Battocletti farà il suo debutto in un Mondiale al coperto affrontando i 3000 metri: per l’argento olimpico e mondiale dei 10000 metri, reduce da una stagione all’aperto ricca di soddisfazioni, si tratta di un primo importante test in sala per saggiare la condizione in vista degli impegni futuri. Nel getto del peso, infine, Leonardo Fabbri, bronzo iridato in carica e attuale leader delle liste stagionali con la misura di 22,50 metri, cercherà di trasformare in metallo pesante la sua evidente potenza, in una specialità dove la competitività azzurra è garantita anche dalla presenza di Nick Ponzio.
Le ragioni di una delegazione così ampia
La consistenza numerica della delegazione, come accennato, è frutto anche di una serie di circostanze che hanno favorito l’inserimento di alcuni elementi oltre la quota inizialmente prevista dal ranking dell'8 marzo. Le defezioni e le rinunce pervenute negli ultimi giorni da altri paesi hanno consentito al dt La Torre di allargare la rosa, portando in Polonia atleti di valore che in altre condizioni sarebbero rimasti a casa. Tra questi figura anche Filippo Randazzo nei 60 metri, così come alcuni rappresentanti del mezzofondo e degli ostacoli, a testimonianza di una vitalità del movimento che, numeri alla mano, non trova precedenti in questa specifica competizione dal 1997. La rassegna di Torun, dunque, si preannuncia come un crocevia importante per testare lo stato di forma di una squadra che, pur giovane in alcuni suoi elementi, può vantare un nucleo di atleti già abituati a competere e a vincere ai massimi livelli, gettando le basi per un 2026 che si preannuncia denso di appuntamenti.




