Il cordoglio del Torino per il piccolo Ismael, morto nell’incidente sulla A21: indaga la procura
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
La notizia, quando arriva da un’autostrada deserta in un giorno di festa, ha sempre il sapore di un’ingiustizia assurda. Sul raccordo A21, tra i caselli di Felizzano e Asti Est, nel pomeriggio di Pasqua, una moto e un’auto si sono scontrate senza che, forse, nemmeno il tempo di rendersene conto. A bordo della due ruote, viaggiava un padre con suo figlio: Ismael Pistis, otto anni, tifoso e giocatore del Torino. Il piccolo, secondo le prime e ancora parziali ricostruzioni delle forze dell’ordine, è morto sul colpo. Il padre, invece, è sopravvissuto all’impatto, ed è stato lui – si immagina con una lucidità mostruosa, data la circostanza – a dover assistere a ciò che nessun genitore dovrebbe mai vedere.
Un talento dell’Under 8 e il vuoto nello spogliatoio
Ismael giocava nelle giovanili granata, precisamente nell’Under 8. Non era un semplice iscritto al vivaio, se è vero che chi lo conosceva lo descrive con un’espressione che fa più male del previsto: “Trasmetteva allegria a tutti”. Una frase, quest’ultima, che il Torino Football Club ha fatto propria nel messaggio di cordoglio ufficiale, affiancandola al silenzio imbarazzato di uno spogliatoio che si ritrova improvvisamente senza uno dei suoi sorrisi più autentici. Il presidente Urbano Cairo, come riportano le cronache, ha espresso personalmente il lutto della società, un gesto che sottolinea quanto il legame tra il club e le sue giovanili non sia solo una questione di minutaggio o di contratti, ma di appartenenza vera.
La dinamica e l’apertura di un fascicolo per omicidio stradale
Sull’incidente, avvenuto nel tratto autostradale tra Felizzano e Asti Est in direzione Torino, gli inquirenti hanno aperto un fascicolo per omicidio stradale. Un’accusa pesante, che la Procura di Asti ha avviato in assenza di colpevoli dichiarati, come prevede la prassi in questi casi per consentire gli accertamenti tecnici. L’auto coinvolta – della quale non sono stati diffusi i dettagli relativi al conducente – è stata sequestrata, così come la moto guidata dal padre. Gli esperti stanno ora verificando le condizioni dell’asfalto, l’eventuale eccesso di velocità o una mancata precedenza; nessuna ipotesi, per ora, è stata esclusa. La salma del bambino è stata trasferita all’obitorio in attesa dell’autorizzazione al nullaosta per i funerali.
Il vuoto che resta, tra un pallone e un casco
Fuori dalle aule di tribunale e dai comunicati ufficiali, resta l’immagine di un bambino che amava talmente tanto il calcio da indossare il completino granata anche fuori dal campo. Di quelli, per intenderci, che non si tolgono nemmeno per andare a dormire. Ismael corre ora altrove, scrivono alcuni, forse su un prato immaginario dove il pallone non smette mai di rotolare. Una retorica inevitabile, ma che in questo caso non suona falsa: perché a otto anni, davanti a uno schianto in autostrada, ogni parola è inadeguata. La società granata ha chiesto rispetto per il dolore della famiglia, mentre la procura continua a raccogliere elementi. Il padre dell’enfantino, dimesso dall’ospedale o ancora in osservazione – i referti non sono stati resi noti – dovrà ora confrontarsi con un vuoto che nessuna indagine potrà mai colmare.




