Riforma del test di medicina 2025: primo semestre aperto a tutti e graduatorie nazionali
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Redazione Salute
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La Camera dei Deputati è al lavoro per approvare, entro il 2025, una riforma radicale della legge 264 del 1999, che regola l’accesso ai corsi di laurea in Medicina e Chirurgia. La proposta, avanzata dalla ministra dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini, mira a rivoluzionare il sistema di selezione degli aspiranti medici, eliminando il test d’ingresso nazionale a numero chiuso e introducendo un modello basato su un semestre propedeutico aperto a tutti. Questo cambiamento, ispirato al sistema francese, consentirebbe agli studenti di iscriversi direttamente al primo semestre, per poi affrontare una selezione basata sul merito al termine di questo periodo formativo iniziale.
La riforma, che potrebbe entrare in vigore già dall’anno accademico 2025-2026, rappresenta una svolta significativa per il mondo universitario italiano. Fino ad oggi, il test di Medicina ha rappresentato un ostacolo insormontabile per molti studenti, costretti a competere per un numero limitato di posti disponibili. Con il nuovo sistema, invece, tutti coloro che hanno completato la scuola superiore potranno accedere al primo semestre, indipendentemente dal loro punteggio iniziale. Solo dopo questa fase, che fungerà da “filtro”, verrà stilata una graduatoria nazionale per determinare chi potrà proseguire gli studi.
Una delle novità più rilevanti riguarda la possibilità di ripetere il semestre propedeutico qualora non si superi la selezione al primo tentativo. Questa misura, che rappresenta una vera e propria “boccata d’ossigeno” per gli aspiranti medici, consentirà agli studenti di migliorare le proprie competenze e di riprovare senza dover attendere un intero anno accademico. Un cambiamento che, secondo molti esperti, potrebbe ridurre il fenomeno della migrazione di studenti italiani verso università straniere, dove i criteri di accesso sono spesso meno restrittivi.
Parallelamente, anche il test di accesso ai corsi di laurea in Medicina Veterinaria subirà una trasformazione analoga. A partire dallo stesso anno accademico, il tradizionale test d’ingresso verrà sostituito da un sistema di selezione basato su un semestre iniziale e una graduatoria nazionale di merito. Anche in questo caso, l’obiettivo è quello di garantire una maggiore equità e di offrire a tutti gli studenti la possibilità di dimostrare il proprio valore attraverso un percorso formativo strutturato.
La riforma, definita dalla stessa Bernini come una “rivoluzione copernicana”, risponde all’esigenza di formare un numero maggiore di medici e veterinari, in un contesto nazionale in cui la carenza di professionisti sanitari rappresenta un problema sempre più urgente. L’eliminazione del numero chiuso, almeno nella fase iniziale, potrebbe infatti favorire l’accesso ai corsi di laurea a un numero più ampio di studenti, contribuendo a colmare il deficit di personale medico nel Paese.




