Inflazione, la mappa dei rincari: Benevento la più risparmiosa, Rimini la più cara

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Redazione Economia Redazione Economia   -   L'Unione Nazionale Consumatori ha rielaborato i dati territoriali diffusi dall'Istat per il mese di agosto e ha tracciato la mappa delle città italiane dove il costo della vita è cresciuto di più. Non basta guardare il semplice tasso di inflazione per capire dove il carovita pesa realmente sulle tasche delle famiglie: a fare la differenza è l'aumento effettivo della spesa annua, ed è su questo parametro che è stata costruita la tradizionale classifica delle città più care d'Italia.

Al primo posto si trova Rimini, dove un'inflazione tendenziale del 3,9% si traduce in un aggravio di 1.128 euro all'anno per una famiglia media. Un dato che colloca il capoluogo romagnolo in vetta alla graduatoria nonostante il tasso di inflazione non sia il più alto del Paese: Rimini è soltanto sesta nella classifica dei rincari percentuali, ma la struttura dei consumi locali fa sì che l'impatto in valore assoluto sia il più pesante.

A pesare sono state soprattutto le spese per abitazione, acqua, elettricità e gas, che hanno segnato complessivamente un +8,2%, con l'elettricità a +14,7% e il gas a +12,2%.

Medaglia d'argento per Bolzano, che con un'inflazione del 3,6% rispetto ad agosto 2025 registra un incremento di spesa pari a 1.094 euro a famiglia. Sul gradino più basso del podio si colloca Verona, dove il +3,8% si traduce in una spesa supplementare di 1.055 euro per una famiglia tipo. Appena fuori dal podio si trova Pistoia, con un aggravio di 1.041 euro, seguita da Udine con 1.036 euro. Chiudono la top ten Lecco (1.024 euro), Como (1.019), Terni (1.018) e Arezzo (1.013).

Sull'altro fronte della graduatoria, la città dove l'aumento del costo della vita è risultato più contenuto è Benevento. Nel capoluogo sannita l'inflazione tendenziale si è attestata al +2,5% rispetto ad agosto 2025, dato che si traduce in una maggiore spesa annua di 547 euro per una famiglia media. Un risultato che colloca Benevento al primo posto tra le città più virtuose, davanti a Grosseto e Brindisi.

Il dato positivo non significa però che i prezzi non siano aumentati: anche a Benevento l'inflazione è rimasta sopra lo zero, e per le famiglie significa sostenere una spesa maggiore rispetto allo scorso anno.

Dopo Benevento, la classifica delle città con gli aumenti più contenuti vede Grosseto al secondo posto con un'inflazione del 2% e un aggravio di 563 euro, seguita da Brindisi con 574 euro e un'inflazione del 3%. La città pugliese conferma la tendenza delle realtà meridionali a registrare incrementi di spesa più contenuti rispetto ai capoluoghi del Centro-Nord, un divario che emerge con chiarezza dall'elaborazione sui dati Istat.

I numeri mostrano differenze significative tra i territori italiani, sia per quanto riguarda il tasso di inflazione sia per l'impatto concreto dell'aumento dei prezzi sui bilanci delle famiglie.

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