Medico sospeso arrestato a Roma mentre operava in casa: già indagato per la morte di una paziente
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Redazione Interno
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I carabinieri del Nas hanno eseguito gli arresti domiciliari nei confronti di Carlo Bravi, il chirurgo plastico sorpreso a esercitare abusivamente in un’abitazione privata nel quartiere Quadraro, nonostante la sospensione dall’Ordine dei Medici disposta dopo la morte di Simonetta Kalfus, la 62enne deceduta lo scorso marzo in seguito a una liposuzione.
La misura cautelare, emessa per violazione delle prescrizioni imposte dal Tribunale di Roma, arriva mentre Bravi – già sotto inchiesta per omicidio colposo in concorso con altri due colleghi – si apprestava a effettuare un intervento alle orecchie in condizioni igieniche inadeguate. La vicenda che lo vede coinvolto risale a dodici giorni di agonia della donna, ricoverata in condizioni disperate all’ospedale Grassi di Ostia dopo l’operazione eseguita in uno studio privato a Cinecittà, dove erano emerse carenze strutturali e procedurali.
L’indagine, che aveva portato alla sospensione cautelare dell’abilitazione per sei mesi, non aveva dissuaso il 73enne dal proseguire l’attività clandestina, circostanza che ha spinto le forze dell’ordine a intervenire. Le accuse a suo carico, oltre a quelle legate al decesso della Kalfus, includono ora l’esercizio abusivo della professione in un contesto – quello domestico – privo delle necessarie garanzie sanitarie.
Quella del Quadraro non è stata l’unica segnalazione giunta ai Nas, che da settimane monitoravano i movimenti del medico, sospettato di aver continuato a visitare e operare pazienti nonostante il provvedimento disciplinare. Le perquisizioni hanno confermato il ripetersi di pratiche illegali, con strumentazioni e farmaci custoditi in ambienti inappropriati, aggravando un quadro già compromesso dalle precedenti omissioni.




