L’Italia aderisce all’alleanza Ue sul nucleare, ma la maggioranza frena
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Redazione Interno
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L’Italia ha formalizzato il suo ingresso nell’alleanza europea per il nucleare, abbandonando lo status di osservatore che aveva mantenuto finora. A comunicarlo è stato il ministro della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, durante la riunione del gruppo svoltasi a Lussemburgo in parallelo al Consiglio Energia Ue. «Un impegno condiviso con altri Paesi – ha spiegato – per sviluppare tecnologicamente la produzione di energia nucleare in ambito europeo, integrandola con le rinnovabili».
Tuttavia, mentre il governo sancisce ufficialmente la partecipazione al fronte pro-atomo, all’interno della maggioranza si registrano resistenze. Fonti parlamentari rivelano che Lega e Forza Italia, pur sostenendo il nucleare in linea di principio, adottano toni più cauti rispetto all’entusiasmo del ministro. Una frattura che riflette divisioni storiche nel Paese, dove il dibattito sull’atomo è sempre stato polarizzato, ma che oggi assume contorni inediti.
L’alleanza, promossa dalla Francia due anni fa e composta da una dozzina di Stati, punta a consolidare il ruolo del nucleare nel mix energetico europeo. Pichetto ha fissato al 2050 l’obiettivo per l’avvio della produzione, sebbene non siano ancora chiari i dettagli operativi, a cominciare dalla localizzazione degli impianti. La Germania, intanto, rimane tra gli osservatori, confermando le divergenze tra i grandi attori Ue.




