Afragola, il dolore della mamma di Martina: "Pagherà per quello che ha fatto"
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Redazione Interno
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"Figlia mia, chi ti ha fatto del male la pagherà. Vola in alto". Con queste parole, piene di rabbia e di un dolore che non conosce confini, Fiorenza Cossentino ha salutato su Facebook la figlia Martina Carbonaro, la 14enne di Afragola uccisa nella notte tra il 26 e il 27 maggio e ritrovata senza vita in un casolare abbandonato vicino allo stadio Moccia. "Ora starai con i miei genitori. Tu sei stata importante e lo sarai per sempre", ha scritto la madre, accompagnando il messaggio con una foto in bianco e nero della ragazzina, il cui sorriso ora è solo un ricordo straziante per chi l’ha amata.
A confessare l’omicidio è stato Alessio Tucci, 19 anni, ex fidanzato di Martina, che dopo ore di interrogatori ha ammesso di averla uccisa perché non accettava la fine della loro relazione. Quella che doveva essere una storia adolescenziale, come tante, si è trasformata in un femminicidio atroce, l’ennesimo in un Paese dove la violenza sulle donne continua a mietere vittime. "Lui le diede uno schiaffo", racconta la madre, Enza Cossentino, la cui voce si spezza mentre ricorda quei momenti. "Era anche venuto con noi a fare le ricerche. Io già da lunedì avevo capito che qualcosa non andava".
Il corpo di Martina è stato rinvenuto in un armadio all’interno di un edificio fatiscente, un luogo che ora segna per sempre la memoria di Afragola, dove la comunità è sconvolta dall’accaduto. "Voglio solo giustizia. Voglio l’ergastolo per questo ragazzo", dice la madre, mentre piange la figlia che "era bella come il sole" e che ora non tornerà più nella sua "stanzetta vuota".




