De Laurentiis lancia Malagò per la Figc, affondo su Abete e il peso del voto tecnico
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Redazione Sport
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A meno di un mese dalle elezioni federali che il prossimo 22 giugno decreteranno il nuovo corso della Federcalcio, il quadro delle alleanze si va definendo attraverso colpi di scena e dichiarazioni che arrivano dai vertici del sistema pallonaro. L’ultimo, in ordine di tempo, reca la firma di Aurelio De Laurentiis, patron del Napoli che – con la consueta verve comunicativa – ha voluto mettere nero su bianco un endorsement pesantissimo: secondo l’imprenditore cinematografico, il prossimo presidente della Figc non può che essere Giovanni Malagò, attuale numero uno del Coni. Un’indicazione, questa, che suona come un aut aut per le altre anime del movimento, a cominciare da quelle legate al mondo dilettantistico e politico.
L’affondo a Giancarlo Abete e il richiamo al cambiamento
Nell’intervento, però, De Laurentiis non si è limitato a sostenere la candidatura di Malagò; ne ha approfittato per sferrare un attacco diretto a Giancarlo Abete, l’ex presidente della Figc oggi alla guida della Lega Dilettanti e – non casualmente – possibile antagonista nella corsa alla poltrona più importante del calcio italiano. Abete, va ricordato, rappresenta una linea di continuità con il passato, laddove Malagò incarna invece l’idea di una discontinuità necessaria secondo chi – come il patron azzurro – chiede da tempo un cambio di passo nella gestione dello sport più popolare del Paese. Una critica che, seppur priva di insulti diretti, ha il sapore di un vero e proprio anatema politico: chi resta legato agli schemi precedenti, sembra suggerire De Laurentiis, non ha più titoli per ambire alla guida della Federazione.
L’asse calciatori-allenatori: il 30 per cento che conta
La partita, del resto, non si gioca solo nei salotti buoni dei club o nelle dichiarazioni ai giornali. C’è un appuntamento decisivo in agenda, avvenuto proprio a Roma a due passi da piazza Verdi, dove la sede dell’Associazione Italiana Calciatori (Aic) ha fatto da teatro a una giornata di incontri riservati. In mattinata, Giovanni Malagò ha varcato la soglia degli uffici per dialogare con i vertici dei calciatori e degli allenatori; nel pomeriggio, lo stesso tour de force è stato compiuto da Giancarlo Abete. Il motivo di tanto interesse è presto detto: il voto delle cosiddette componenti tecniche – giocatori e tecnici – pesa per il 30 per cento sull’esito finale della votazione. Un’incidenza enorme, tale da poter ribaltare qualsiasi pronostico.
Malagò: “Spirito propositivo”, Abete in serata
All’uscita del confronto, durato circa due ore, Malagò ha parlato con i cronisti presenti – tra cui quelli di Sky Sport – definendo l’incontro “positivo” e “doveroso”. “Mi hanno fatto presente le loro istanze e le loro problematiche”, ha spiegato l’ex presidente del Coni, sottolineando che queste si uniscono a quelle già emerse con altre componenti della Federazione. Nessuna indiscrezione su numeri o promesse, ma il clima riferito da fonti vicine all’incontro sarebbe stato costruttivo, con un “spirito propositivo” che lascia intendere un’intesa di massima. Resta da capire se Abete, ricevuto nel pomeriggio, riuscirà a strappare lo stesso consenso tra calciatori e allenatori, oppure se il dado – perlomeno su quel versante – sia già tratto.




