Strage di Cutro: il governo si fa parte civile

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il governo ha annunciato che sarà parte civile a Crotone nel processo agli scafisti della strage di Cutro. La decisione è stata presa in considerazione della estrema gravità dei fatti, che hanno visto la morte di almeno 94 migranti e un elevato numero di dispersi. Il sottosegretario Alfredo Mantovano ha incaricato l’avvocatura dello Stato di formalizzare l’istanza nell’udienza odierna del processo che si sta celebrando a carico di un cinquantenne turco e due giovani pakistani accusati di naufragio colposo, favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e morte in conseguenza di altro reato.

Anche la Presidenza del Consiglio e il ministero dell’Interno si costituiranno parte civile nel processo penale sul naufragio avvenuto il 26 marzo scorso davanti alla costa di Cutro, in Calabria. Mantovano ha dato disposizioni all’Avvocatura generale dello Stato in questo senso.

La Regione Calabria si unirà a loro, costituendosi parte civile nel processo. La decisione è stata presa dalla Giunta regionale, accogliendo una proposta del presidente Roberto Occhiuto. La tragedia di Cutro ha sconvolto il Paese intero: 94 morti accertati, tante donne e bambini tra le vittime, 80 superstiti che nella maggior parte dei casi hanno dovuto piangere un proprio caro deceduto durante il naufragio.

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