La premier Meloni nel golfo tra energia e stabilità: dopo l’Arabia, ora gli Emirati e il Qatar

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha lasciato l’Arabia Saudita per proseguire il suo viaggio lampo nel Golfo, atterrando questa mattina a Doha, dove l’aspetta l’emiro del Qatar, lo sceicco Tamim bin Hamad Al Thani. Si tratta della seconda tappa di una missione – la prima di un leader europeo nella regione dopo l’escalation con l’Iran – che intreccia due obiettivi dichiarati, vale a dire la stabilità geopolitica e la sicurezza energetica. Fonti di palazzo Chigi riferiscono che l’incontro con Al Thani, previsto nel corso della giornata, avrà al centro proprio le questioni legate all’approvvigionamento di gas e petrolio, alla luce del “rapporto consolidato” tra Italia e Qatar in questo settore. E non mancherà un confronto sulle possibili azioni di mitigazione per gli shock che il mercato energetico ha subito nelle ultime settimane.

Un viaggio iniziato a Riyadh con il principe ereditario bin Salman

Prima di raggiungere Doha, Meloni era a Riyadh, dove ha incontrato il principe ereditario e primo ministro saudita, Mohammed bin Salman. Un colloquio che – secondo quanto trapela dagli ambienti governativi – ha toccato temi analoghi, con un’enfasi particolare sulla necessità di diversificare le rotte e i fornitori di energia, senza però trascurare il quadro di sicurezza regionale. L’Italia, in questo contesto, ha offerto la propria assistenza tecnica per la riabilitazione delle infrastrutture del paese, un dettaglio emerso in seguito all’incontro con l’emiro del Qatar e che suggerisce una strategia più ampia: non solo acquisti, ma anche cooperazione industriale e logistica. La premier, del resto, ha più volte ripetuto ai suoi interlocutori che “non abbiamo tempo da perdere”, un’espressione che i suoi collaboratori hanno poi riassunto come il filo rosso dell’intera missione.

La crisi iraniana e il riflesso sui prezzi e l’inflazione

Lo sfondo di questo blitz diplomatico è inevitabilmente segnato dalle tensioni con l’Iran, il cui recente protagonismo militare nella regione ha fatto lievitare i prezzi delle materie prime e riacceso le paure inflazionistiche in Europa. Meloni – che a Roma ha appena ottenuto il via libera al decreto Carburanti, con il taglio delle accise prorogato fino al primo maggio – cerca ora un’intesa diretta con i due maggiori produttori di GNL del Golfo, proprio per ridurre la vulnerabilità italiana agli choc esterni. Nessuna dichiarazione ufficiale è stata rilasciata al termine del faccia a faccia con bin Salman, ma gli analisti osservano che la tempistica del viaggio, scattato subito dopo l’approvazione del decreto, non è affatto casuale: la premier intende mostrare ai partner arabi un’Italia capace di agire con rapidità, sia sul fronte interno che su quello estero.

Doha, il gas qatariota e l’assistenza tecnica italiana

L’incontro di Doha con l’emiro Al Thani si concentrerà quindi sulle possibili intese per aumentare le forniture di gas naturale liquefatto verso i terminali italiani, già ben collegati alla rete europea. Ma c’è un altro elemento, meno noto, che emerge dalle fonti di palazzo Chigi: l’offerta di assistenza italiana per riabilitare alcune infrastrutture del paese, un capitolo che potrebbe tradursi in contratti per aziende nazionali attive nell’ingegneria e nelle costruzioni. In cambio, il Qatar garantirebbe volumi aggiuntivi di gas a prezzi concordati, una sorta di scambio che aggira le turbolenze dei mercati spot. Meloni, nel corso del colloquio, ha anche ricordato che l’Italia – a differenza di altri partner europei – ha mantenuto rapporti costanti con Doha anche durante le fasi più acute del conflitto in Ucraina, e che ora è il momento di raccoglierne i frutti. Nessuna indiscrezione, invece, su eventuali accordi militari o di intelligence, sebbene non si escluda che il tema della sicurezza marittima nel Golfo sia stato affrontato a latere.

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