Trump raddoppia i dazi sull’acciaio, Ue pronta a reagire: la partita si gioca su industria e gas
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Esteri
-
Gli Stati Uniti hanno deciso di inasprire ulteriormente le misure protezionistiche sul metallo, portando dal 25 al 50% i dazi sulle importazioni di acciaio a partire dal 4 giugno. L’annuncio è arrivato direttamente dal presidente Donald Trump durante un comizio nello stabilimento di Us Steel a Pittsburgh, in Pennsylvania, dove ha ribadito la volontà di «costruire il futuro del Paese» puntando sull’industria nazionale. «Produrremo il nostro metallo, controlleremo il nostro destino», ha scritto poi su Truth Social, confermando una linea dura che rischia di acuire le tensioni commerciali con l’Europa.
Bruxelles, da parte sua, non ha nascosto disappunto. «La decisione aggiunge incertezza all’economia globale e grava su imprese e consumatori», ha dichiarato il portavoce della Commissione Ue Olof Gill, sottolineando come l’aumento dei dazi possa rivelarsi controproducente per entrambe le sponde dell’Atlantico. Mercoledì è atteso un nuovo round di negoziati, ma gli spazi di mediazione appaiono ridotti, con l’amministrazione americana determinata a privilegiare gli interessi interni.
L’impatto sull’Italia, tuttavia, sembra limitato. L’ex Ilva, oggi Acciaierie d’Italia, non sarebbe direttamente coinvolta dalle nuove tariffe, poiché la sua produzione è destinata principalmente al mercato europeo. Resta invece aperto il nodo delle trattative con Baku Steel Company, il gruppo azero interessato all’acquisto dello stabilimento: un affare che dipende più dalle questioni ambientali e dagli approvvigionamenti energetici che dalle misure doganali statunitensi.




