L'appello di Sami Abu Omar dall'inferno di Gaza

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Mentre il conflitto prosegue senza tregua, le voci che giungono da Gaza – seppur fioche e intermittenti a causa delle comunicazioni interrotte – dipingono un quadro di devastazione assoluta e di disperazione umanitaria. «Salvateci ora, o Gaza sarà solo un enorme cimitero»: è il grido lanciato all’Italia da Sami Abu Omar, 61 anni, uno degli oltre due milioni di palestinesi rimasti intrappolati sotto assedio. L’uomo, che ha visto la sua casa, il suo uliveto e tutti i suoi beni cancellati dalla guerra, dichiara il suo desiderio di fuggire insieme alla famiglia. «Non posso vivere sotto una guerra di sterminio. Siamo stati affamati e ora siamo sull’orlo della morte a causa dei continui bombardamenti. Aiutateci a uscire da questo inferno», ha aggiunto, descrivendo una condizione che accomuna una popolazione stremata.

A nord di Gaza City, nel quartiere di al-Karama, i residenti hanno vissuto una delle notti più dure. Zaki Khair El-Din, testimone oculare dei raid, ha raccontato di essersi svegliato all’una per un bombardamento «molto pesante» che ha provocato vittime e la completa distruzione di un’abitazione. «Siamo poveri e indifesi», ha affermato, sintetizzando il senso di abbandono e impotenza che serpeggia tra i civili, costretti a subire un conflitto definito ormai da molti, sul terreno, come una «guerra di morte» senza alcuno scampo apparente.

Sul versante israeliano, intanto, le dichiarazioni del Capo di Stato Maggiore delle Forze di Difesa israeliane (IDF), il tenente generale Eyal Zamir, hanno introdotto un elemento di forte frizione politica nel dibattito interno. Durante una visita alla base navale di Haifa, Zamir – figura chiave nell’establishment militare – ha infatti espresso posizioni che lo collocano già come un potenziale avversario politico del primo ministro Benjamin Netanyahu. Zamir ha apertamente sostenuto la necessità di perseguire un’intesa con Hamas, definendola la via «più coerente con la situazione sul terreno» e avvertendo dei «gravi pericoli per la vita degli ostaggi» legati a un’operazione di terra su largenscala nella città di Gaza.

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