Fuga di Elia Del Grande, la paura a Castelfranco Emilia

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La notizia della scomparsa di Elia Del Grande, un nome che riporta alla luce una delle pagine più cupe della cronaca nera italiana, ha gettato un'ombra di inquietudine su Castelfranco Emilia. L'uomo, la cui immagine di giovane dalle mani ammanettate è rimasta impressa negli archivi per un triplice omicidio aggravato risalente a ventotto anni fa, si è allontanato dalla casa di lavoro dove stava scontando una misura di sicurezza. Era stato scarcerato nell'estate del 2023, dopo un periodo detentivo, e da allora era sottoposto al regime della libertà vigilata, che gli imponeva, tra le altre prescrizioni, di rientrare ogni sera nella propria abitazione; una condizione, questa, che non è stata sufficiente a contenerne la pericolosità sociale, già segnalata in precedenza ai magistrati di Sorveglianza.

Le modalità della fuga

Second quanto reso noto dai rappresentanti sindacali, Giovanni Battista Durante e Francesco Campobasso del Sappe, la fuga è avvenuta in modo rocambolesco. Del Grande, ritenuto un soggetto pericoloso e per questo destinatario della misura di sicurezza, è riuscito a superare il muro di cinta dell'istituto servendosi di una corda rudimentale. Quest'ultima, come hanno precisato i sindacalisti, era stata realizzata dallo stesso uomo intrecciando abilmente diversi fili elettrici, con i quali si è poi calato per mettersi in fuga, dando il via a una caccia dell'uomo che sta coinvolgendo le forze dell'ordine di mezza Italia.

Le reazioni istituzionali

L'episodio, tecnicamente classificato come un "allontanamento volontario" data la natura a custodia attenuata della struttura, ha immediatamente provocato reazioni a livello locale. Il sindaco di Castelfranco Emilia, Giovanni Gargano, dopo aver espresso la propria solidarietà alla struttura penitenziaria colpita dall'accaduto, ha sottolineato con decisione l'urgenza di un intervento concreto da parte del Governo. Gargano ha rimarcato la necessità che vengano finalmente erogati i fondi promessi, risorse ritenute indispensabili per potenziare l'organico e non vanificare il lavoro di reinserimento portato avanti negli anni, un lavoro che un singolo evento rischia di compromettere gravemente.

Il peso del passato

Quello che torna a pesare sull'opinione pubblica, oltre alle modalità dell'evasione, è il ricordo del gesto efferato che segnò per sempre la vita di Del Grande, noto come l'autore della cosiddetta strage dei fornai. Il crimine, per cui fu arrestato quasi tre decenni fa, rappresenta un macigno che la collettività fatica a dimenticare e che questa fuga riporta drammaticamente all'attualità, sollevando interrogativi stringenti sulle misure di controllo e sulla gestione di individui giudicati ancora socialmente pericolosi nonostante un percorso, seppur formale, di concessione di spazi di libertà vigilata.

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