Veronica Leoni lascia Calvin Klein, Seán McGirr fuori da Alexander McQueen
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Due addii che arrivano a pochi giorni di distanza l’uno dall’altro e che ridisegnano la mappa creativa di due maison molto diverse tra loro. Veronica Leoni lascia la direzione creativa di Calvin Klein Collection dopo quattro stagioni, mentre Seán McGirr chiude la sua esperienza alla guida di Alexander McQueen dopo tre anni. In entrambi i casi, la separazione è stata comunicata ufficialmente dalle rispettive aziende, con formule di rito che parlano di ringraziamenti e di percorsi che si concludono alla scadenza dei contratti in essere.
Il breve mandato di Veronica Leoni da Calvin Klein
Per Veronica Leoni, designer romana con un passato in Jil Sander, Céline, Moncler e The Row, l’avventura americana era iniziata nel maggio 2024, quando era stata nominata prima donna alla direzione creativa di Calvin Klein Collection. Il debutto in passerella era arrivato a febbraio 2025 alla New York Fashion Week, segnando il ritorno del marchio sulle passerelle dopo sette anni di assenza, seguiti all’uscita di Raf Simons nel 2018. Leoni aveva portato con sé un’impronta ispirata al minimalismo e allo sportswear degli anni Novanta, codici che avevano reso Calvin Klein celebre decenni prima.
Dopo un esordio accolto con giudizi contrastanti, le ultime collezioni avevano raccolto recensioni più favorevoli. La sua quarta e ultima collezione, la primavera/estate 2027, è stata presentata lo scorso settembre. Nella nota diffusa dall’azienda, David Savman, global brand president di Calvin Klein, ha dichiarato: «Il rilancio di Collection ha rappresentato una tappa fondamentale per Calvin Klein e lo straordinario talento di Veronica, insieme al suo approccio innovativo ai codici stilistici iconici del brand, ha contribuito a dare nuovo slancio al progetto».
La linea Collection, secondo quanto ribadito dalla società, resta un elemento centrale della strategia di lungo periodo del marchio. Il nome del successore sarà comunicato a tempo debito.
Seán McGirr e la fine del ritorno a Londra di McQueen
Alla Alexander McQueen, l’uscita di Seán McGirr arriva dopo tre anni di mandato e a meno di un mese dall’ultima sfilata, quella primavera/estate 2027 presentata a Londra, che aveva segnato il ritorno della maison nel calendario della moda britannica dopo un’assenza triennale. Il designer irlandese, classe 1988, era arrivato nell’ottobre 2023 per raccogliere il testimone da Sarah Burton, dopo un percorso formativo al Central Saint Martins e esperienze da Burberry, Uniqlo, Dries Van Noten e JW Anderson.
Nel comunicato diffuso da Kering, Luca de Meo, amministratore delegato del gruppo, ha commentato: «Desidero ringraziare Seán per il contributo e la dedizione dimostrati nei confronti di Alexander McQueen. La nostra ambizione è definire una nuova e audace direzione per la Maison, facendo leva sul suo patrimonio unico fatto di eccellenza sartoriale, creatività senza compromessi e spirito ribelle».
Gianfranco D’Attis, presidente e amministratore delegato di Alexander McQueen, ha aggiunto: «Negli ultimi tre anni, ha approcciato la Maison con grande rispetto per la sua storia, esprimendo al tempo stesso la propria visione creativa». McGirr ha dal canto suo rivendicato il lavoro svolto, sottolineando in una dichiarazione come la sua visione si fosse fondata sull’equilibrio tra una bellezza umana autentica e viscerale e la precisione e il rigore che sono al cuore della Maison. La nuova guida creativa sarà annunciata a breve.
Il quadro più ampio in casa Kering
L’uscita di McGirr si inserisce in una fase di riorganizzazione più ampia che riguarda il gruppo Kering. La settimana precedente era stato annunciato l’addio di Anthony Vaccarello a Saint Laurent dopo dieci anni alla guida creativa della maison francese, una liaison che aveva portato il marchio a superare i 3 miliardi di euro di vendite annue nel 2023 prima di un rallentamento negli anni successivi.
Kering, il cui amministratore delegato Luca de Meo è in carica dal settembre 2025, sta ridefinendo gli equilibri creativi di diversi marchi del gruppo in un contesto di domanda incerta per il comparto del lusso. Anche Alexander McQueen, come altre maison del gruppo, ha avviato una ristrutturazione che ha incluso una riduzione della rete retail, dopo anni di espansione aggressiva e una dipendenza dalle sneaker arrivata a pesare in modo significativo sui ricavi complessivi.
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