Stellantis in crisi, Ruvolo attacca il Green Deal: «Deriva ideologica, l’Italia si ritiri»
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Redazione Economia
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La produzione di Stellantis in Italia, che da mesi naviga in acque sempre più agitate, ha toccato il punto più basso dal 1956, con un calo del 26,9% nel primo semestre del 2025. Un dato che, seppur drammatico, non sorprende chi, come Stefano Ruvolo, presidente di Confimprenditori, da tempo denuncia «una folle deriva ideologica» legata alle politiche ambientali europee. «La crisi di Stellantis non è un caso isolato, ma lo specchio di un settore automobilistico strangolato dal Green Deal», ha dichiarato, chiedendo che l’Italia «si opponga con decisione» a quelle che definisce «misure sconsiderate volute dalla Commissione von der Leyen».
I numeri, del resto, parlano chiaro: 221.885 veicoli in meno rispetto allo stesso periodo del 2024, con le autovetture crollate del 33,6% (123.905 unità) e i furgoni del 16,3%. Una tendenza che, secondo il report della Fim Cisl, rischia di portare la produzione annuale sotto le 250.000 unità, ben al di sotto delle già critiche 290.000 dello scorso anno. Un declino generalizzato, che coinvolge tutti gli stabilimenti italiani e lascia poco spazio all’ottimismo, nonostante gli sforzi del nuovo ad Antonio Filosa per ridisegnare il piano industriale del colosso automobilistico.




