Indagine Venditti, i nodi arrivano al pettine: gli ex legali di Sempio saranno ascoltati

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Nuove e significative indiscrezioni, emerse durante la trasmissione "Dentro la notizia" condotta da Gianluigi Nuzzi, gettano un fascio di luce ulteriore sull’inchiesta della Procura di Brescia, la quale sta esaminando da vicino la condotta dell’ex magistrato Mario Venditti, indagato per il reato di corruzione in atti giudiziari. Second quanto reso noto dall’inviato del programma, infatti, i tre avvocati che in passato hanno costituito il collegio di difesa di Andrea Sempio – Massimo Lovati, Federico Soldani e Simone Grassi – saranno presto sentiti dagli investigatori nella veste di persone informate sui fatti, un passaggio che segna un’evoluzione decisiva nelle indagini. Questo sviluppo giudiziario, che si dipana a distanza di anni dai fatti, sembra intrecciarsi in maniera inestricabile con alcune dichiarazioni, peraltro piuttosto pesanti, che erano state rese pubbliche in precedenza.

Le dichiarazioni della madre e i conti dell'avvocato

Un elemento di particolare rilievo, che gli inquirenti stanno evidentemente valutando con la massima attenzione, proviene dalle parole di Daniela Ferrari, la madre di Andrea Sempio, le quali furono registrate in un’intervista non autorizzata e poi fatte proprie dal programma "Le Iene". In quel frangente, la donna rilasciò affermazioni che, se confermate, potrebbero assumere un peso notevole; ella sostenne, con un’espressione che è diventata emblematica, che l’avvocato Lovati si sarebbe potuto "comprare con due cognac". Proprio in relazione a questa figura professionale, gli accertamenti disposti dalla squadra omicidi e dai carabinieri di Milano – i cui esiti sono confluiti nel fascicolo su Venditti – hanno portato alla luce una circostanza quantomeno singolare: mentre il legale aveva pubblicamente dichiarato di non possedere conti correnti, gli investigatori ne hanno invece individuati ben otto a suo nome, un dettaglio che amplifica le ombre e le perplessità sul suo operato.

Le posizioni dei legali tra previsioni e smentite

Sul versante mediatico, intanto, i protagonisti di questa intricata vicenda continuano a esprimere le loro versioni. L’avvocato Lovati, in un recente intervento a "Storie Italiane" su Rai 1, ha nuovamente parlato del caso Garlasco, prevedendo con sicurezza non soltanto il proscioglimento del suo ex assistito Sempio, ma anche l’avvio di una revisione del processo a carico di Alberto Stasi. Il legale, nel corso della sua analisi, non ha mancato di criticare aspramente l’esame antropometrico, definendolo del tutto inutile, e ha fatto cenno, senza scendere in particolari, a difficoltà economiche e a un profondo dolore personale che lo avrebbero afflitto. Una posizione diametralmente opposta è stata invece espressa da un altro legale, il quale, sempre in televisione, ha tenuto a precisare che l’inchiesta bresciana sulla presunta corruzione non ha alcuna attinenza diretta con la posizione di Sempio riguardo all’omicidio di Chiara Poggi, sottolineando come le due indagini procedano su binari distinti e separati.

L'inchiesta che prosegue il suo corso

Allo stato attuale, pertanto, l’inchiesta coordinata dalla Procura di Brescia sembra muoversi lungo due direttrici principali: da un lato, l’ascolto degli ex difensori di Sempio, considerati depositari di informazioni potenzialmente cruciali, e dall’altro, l’approfondimento di tutte quelle dichiarazioni e quelle rivelazioni, come quelle relative ai conti correnti, che appaiono in netto contrasto con quanto affermato pubblicamente in passato. Il quadro d’insieme, che si va delineando con gradualità, resta estremamente complesso e articolato, con il sistema giudiziario chiamato a fare piena luce su dinamiche che toccano, seppur indirettamente, uno dei casi di cronaca nera più discussi degli ultimi anni.

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