Concordato preventivo e fondo emergenze nazionali

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il Consiglio dei Ministri, riunitosi il 12 novembre 2024 a Palazzo Chigi sotto la presidenza del Presidente Giorgia Meloni, ha affrontato, tra i vari argomenti all'ordine del giorno, il tema del concordato preventivo. Questo strumento, riaperto per le partite Iva, offre ai contribuenti Isa, che non avessero aderito entro il 31 ottobre, la possibilità di accettare l'accordo con il Fisco entro il 12 dicembre. Tuttavia, non tutte le partite Iva possono beneficiare di questa riapertura: le società tra professionisti (Stp) sono escluse a causa della disapplicazione degli Isa nel 2023, in presenza di reddito d'impresa.

Il decreto legge 167/2024, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale il 14 novembre 2024, stabilisce che entro il 12 dicembre dovrà essere verificato il superamento del limite di 5mila euro relativi a debiti fiscali e previdenziali per chi intende avvalersi della proroga per l'adesione al concordato preventivo biennale. Questo controllo è uno degli effetti prodotti dalla riapertura dei termini prevista dall'articolo 1 del Dl 167/2024.

Il comma 2 dell'articolo 10 del Dlgs 13/2024 dispone che possono accedere al concordato preventivo biennale coloro che, con riferimento al periodo d'imposta precedente, abbiano rispettato determinati vincoli. La riapertura del concordato preventivo biennale rappresenta un'opportunità per i contribuenti Isa di regolarizzare la propria posizione fiscale, ma richiede attenzione ai dettagli e ai vincoli imposti dalla normativa vigente.

Il Consiglio dei Ministri ha affrontato un tema cruciale per molte partite Iva, offrendo una finestra temporale per aderire al concordato preventivo biennale, ma con precise condizioni da rispettare.

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