Concordato preventivo 2025-2026, chi rischia di rimanere fuori
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Redazione Economia
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Slalom tra le cause di esclusione per chi intende aderire al concordato preventivo nel biennio 2025-2026, mentre il governo introduce novità per i forfettari con il decreto correttivo bis. Le modifiche, approvate il 12 giugno 2025, ridisegnano alcuni aspetti procedurali, ma il rischio di vedersi precluso l’accesso al meccanismo rimane per chi non rispetta i requisiti.
Introdotto nel 2014 con la Legge 190, il regime forfettario continua a offrire semplificazioni per piccoli imprenditori e lavoratori autonomi, sebbene le ultime correzioni – contenute nel Decreto Legislativo 81/2025 – ne abbiano aggiornato i criteri. Tra le novità, spiccano quelle relative al concordato preventivo biennale, che ora prevede una dichiarazione di manleva per i clienti e regole più stringenti in caso di cessazione anticipata. Chi non rispetta i termini, rischia la decadenza dal beneficio.
Il testo, pubblicato in Gazzetta Ufficiale, interviene anche sui profili dichiarativi, semplificando alcuni adempimenti ma inasprendo le condizioni per mantenere attivo l’accordo. Se da un lato il fisco cerca di agevolare l’adesione, dall’altro innalza barriere contro possibili abusi, come dimostrano le nuove norme sulla giustizia tributaria e le sanzioni.




