Sara Curtis e gli insulti razzisti: «Frasi che mi fanno ribrezzo»
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Redazione Sport
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Mentre a Singapore si chiudeva la finale dei 100 stile libero ai Mondiali di nuoto, Sara Curtis, classe 2006, figlia di un padre piemontese e una madre nigeriana, diventava la prima italiana a competere nella gara più prestigiosa della competizione. Un traguardo storico, che però non ha impedito a una frangia di haters di riproporre vecchi insulti razzisti, già rivolti alla nuotatrice lo scorso maggio.
«Alcuni scrivono che i miei record italiani in realtà sono nigeriani, sono frasi che mi fanno ribrezzo», aveva dichiarato al Corriere della Sera, rispondendo con fermezza a chi metteva in dubbio la sua identità sportiva e nazionale. «Questi signori dovrebbero sfogliarsi la Costituzione», aveva aggiunto, ricordando come la cittadinanza italiana sia garantita a chi ha almeno un genitore del Paese. Un diritto innegabile, che tuttavia non basta a fermare chi, nascosto dietro l’anonimato dei social, continua a diffondere veleni.
La sua carriera, iniziata da giovanissima, è un susseguirsi di successi: il sorriso contagioso e lo stile aggressivo in vasca l’hanno resa un volto amato dal pubblico. A Singapore, pur chiudendo all’ottavo posto, ha dimostrato una maturità agonistica rara per la sua età, rimanendo in testa nella prima vasca e confermandosi atleta di livello mondiale.




