Sara Curtis e il caso degli insulti razzisti: le frasi erano di maggio, ma la polemica è esplosa ora

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Sara Curtis, la nuotatrice italiana che continua a collezionare record, si è trovata al centro di una tempesta mediatica per presunti insulti razzisti ricevuti dopo la finale dei 100 metri ai Mondiali di Singapore, dove si è classificata ottava. La stessa atleta, però, ha chiarito che quelle frasi – riemerse ieri sui social – risalgono a maggio e che «non ho ricevuto insulti di nessun genere» in occasione della recente gara.

Nonostante le sue precisazioni, la macchina della polemica era già partita, trainata anche dall’intervento di Paolo Barelli, presidente della Federnuoto, che ha condannato con toni duri i commenti razzisti: «Provo un profondo ribrezzo quando leggo commenti ignoranti e violenti sui social, in passato associati anche a post che riguardano Sara Curtis». Barelli, senza attendere ulteriori verifiche, ha lanciato un messaggio contro ogni forma di discriminazione, definendo la nuotatrice «un esempio» e sottolineando come certi episodi offendano «la dignità e la civiltà».

La vicenda ha riacceso il dibattito sul linguaggio d’odio online, un fenomeno che, purtroppo, non risparmia neppure lo sport, nonostante gli sforzi delle istituzioni per contrastarlo. Curtis, da parte sua, ha dimostrato ancora una volta equilibrio, concentrandosi sui risultati: ai Mondiali ha infatti raggiunto la semifinale dei 50 stile libero con un nuovo record italiano (24.41), confermandosi tra le protagoniste del nuoto azzurro.

Intanto, proseguono le gare a Singapore, con l’Italia in cerca di ulteriori successi. Oltre a Curtis, oggi sono attesi in vasca Christian Bacico nei 50 dorso, Benedetta Pilato e Anita Bottazzo nei 50 rana, mentre la squadra mista della 4x100 stile libero tenterà di migliorare il sesto posto ottenuto in batteria. Gli occhi, però, restano puntati su Thomas Ceccon, finalista nei 100 farfalla, e su Simona Quadarella, impegnata negli 800 stile libero.

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