Nave Garibaldi, il governo salta l'audizione in commissione e le opposizioni attaccano: “Ora chiarezza sui rapporti con Drass”
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Redazione Interno
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Il nodo della cessione a Titolo gratuito della portaerei Garibaldi all’Indonesia, una vicenda che intreccia diplomazia navale, interessi industriali e dinamiche politiche interne, si fa sempre più intricato, e lo stop imposto ieri dalle opposizioni nelle commissioni Esteri e Difesa della Camera ne è la plastica rappresentazione. L'audizione del governo, prevista per fare luce sull'operazione voluta dal ministro della Difesa Guido Crosetto di concerto con il ministro degli Esteri Antonio Tajani, è saltata per l'assenza dei rappresentanti dell'esecutivo. Un vuoto, quello lasciato dai banchi della maggioranza, che i partiti di opposizione non hanno esitato a definire “grave e incomprensibile”, usando le parole dei capigruppo dem Enzo Amendola e Stefano Graziano, i quali hanno sottolineato come il Parlamento avesse chiesto di riferire prima del voto per chiarire passaggi politici e amministrativi che, a loro avviso, restano “ancora poco chiari”.
Al centro della bagarre politica, che ha portato al rinvio del voto sul decreto, ci sono gli aspetti sostanziali di un accordo che vede l’Italia privarsi di un'unità storica della Marina Militare – il cui valore inventariale residuo è stimato in circa 54 milioni di euro – senza incassare un corrispettivo economico diretto, ma aprendo la strada a commesse miliardarie per l'industria nazionale della difesa. La prospettiva, come spiegato in dettaglio dal dossier accompagnatorio al decreto, è quella di una cooperazione rafforzata con Giacarta nell'area Indo-Pacifico, che ha già portato alla vendita di due unità navali del tipo MPCS/PPA da parte di Fincantieri e che potrebbe tradursi in ulteriori significativi contratti per colossi come Leonardo, coinvolta per l'ammodernamento del sistema di combattimento, e per aziende più specializzate come la Drass di Livorno, attiva nei sistemi subacquei. È proprio su quest'ultima società, e sui suoi rapporti con il ministro Crosetto e con il suo partito, che si è concentrato il fuoco delle opposizioni, in particolare del Movimento 5 Stelle.
Il nodo Drass e la lettera “irricevibile” da Giacarta
I pentastellati, per bocca del capogruppo in commissione Difesa Arnaldo Lomuti e del deputato Marco Pellegrini, hanno parlato di una fuga del governo dalle proprie responsabilità, pretendendo “chiarimenti sul ruolo di intermediazione della società Drass e sul rapporto tra questa cessione e il ricco appalto che la stessa ha vinto per la fornitura di sottomarini sempre all’Indonesia”. La domanda, che serpeggia tra i banchi dell'opposizione, è se esista un nesso formale o informale tra il regalo della Garibaldi e i contratti miliardari che stanno per essere stipulati con l'Indonesia, contratti che vedrebbero Drass – azienda che in passato ha finanziato Fratelli d'Italia con somme che, secondo ricostruzioni giornalistiche, ammontano a circa 17.500 euro tra il 2019 e il 2022 – in prima linea nella fornitura di sei sommergibili tascabili o midget per un importo stimato di 480 milioni di euro.
Un elemento centrale di questa complessa architettura è una lettera, datata 25 settembre 2025, inviata dal capo dell'Agenzia Logistica del ministero della Difesa indonesiano al suo omologo italiano. In quel documento, rivelato da inchieste giornalistiche, si faceva esplicitamente riferimento alla necessità di aggirare possibili ostacoli normativi per i pagamenti, proponendo di nominare la Drass come “entità designata” per adempiere a obblighi finanziari, con la società che sarebbe stata “compensata di conseguenza”. La lettera ipotizzava inoltre che il “valore di compensazione” generato dal trasferimento della Garibaldi venisse accreditato dall'Indonesia sul conto della Drass. Un documento esplosivo, che la sottosegretaria alla Difesa Isabella Rauti, intervenuta in commissione al Senato nei giorni scorsi, ha liquidato come “irricevibile” e non conforme alle procedure amministrative italiane, motivo per cui – ha spiegato – non è stata trasmessa al Parlamento.
I costi del mantenimento e la scelta della gratuità
Al di là delle polemiche politiche, che si infiammano anche attorno a un presunto incontro tra Crosetto e il presidente di Drass Sergio Cappelletti a Dubai, la ragione tecnica alla base della scelta di cedere gratuitamente l’unità risiede in un'analisi costi-benefici che il ministero della Difesa ha illustrato nel dettaglio. Mantenere in vita la Garibaldi, posta in posizione di riserva dal 31 dicembre 2024, costa annualmente circa 5 milioni di euro in consumi energetici, servizi di vigilanza e attività minime per preservarne l'integrità. Dismetterla e avviarla alla demolizione, invece, richiederebbe un esborso stimato in circa 19 milioni di euro in due anni, con il rischio concreto che nessun operatore economico presenti un'offerta per l'acquisto dello scafo. La cessione, seppur gratuita, consente quindi allo Stato di risparmiare queste spese future.
Inoltre, i 54,02 milioni di euro stanziati non rappresentano un costo di vendita, ma l'onere per preparare la nave al trasferimento: l'operazione prevede che l'unità venga consegnata in una configurazione priva di capacità offensive, mantenendo attivi solo i sistemi essenziali per la sicurezza, la vivibilità e la propulsione necessari per raggiungere l'Indonesia. Sarà poi Jakarta, una volta ricevuta la nave che intende utilizzare come nuova ammiraglia della sua flotta, a sostenere gli ingenti costi di ammodernamento e adattamento tecnologico, lavori che, stando a quanto emerge, verranno eseguiti in parte dalla cantieristica locale e in parte dall'industria italiana, con ulteriori ritorni economici per quest'ultima.
L'ennesimo rinvio e le richieste di chiarezza
Questo groviglio di elementi – il valore della nave, i contratti miliardari a cascata, i ruoli delle aziende private, i finanziamenti politici e le lettere finite nel cassetto – ha reso il voto in commissione tutt'altro che una formalità. Alla Camera, l'assenza del governo ha costretto le opposizioni a chiedere e ottenere la sospensione della seduta, mentre al Senato il via libera era già slittato nei giorni precedenti a causa delle stesse richieste di approfondimento. Il senatore del M5S Mario Turco ha annunciato il deposito di una interrogazione affinché Crosetto chiarisca “gli elementi di una vicenda ancora avvolta nella nebbia”, pretendendo di sapere cosa abbia fatto a Dubai, chi abbia incontrato e quale sia la reale relazione tra la cessione gratuita della Garibaldi e le forniture della Drass. L'esecutivo, da parte sua, continua a difendere l'operazione sottolineandone la convenienza economica e la portata strategica, ma il nodo politico, intrecciato a quello della trasparenza amministrativa e dei rapporti tra pubblico e privato, appare tutt'altro che sciolto.
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