Il ministero della Difesa smentisce il Fatto e annuncia querele: “Nessun affare Indonesia, la lettera di Giacarta non è stata accettata”

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La replica del dicastero guidato da Guido Crosetto non si è fatta attendere e, anzi, arriva con una durezza che lascia poco spazio a interpretazioni: nei confronti del quotidiano Il Fatto Quotidiano e dei giornalisti Marco Lillo e Valeria Pacelli, autori di due articoli pubblicati a ridosso del fine settimana, il ministero della Difesa ha preannunciato azioni legali, parlando di “ricostruzione costruita su insinuazioni” e di una “rappresentazione gravemente fuorviante della realtà”. Al centro della controversia, la vicenda che ruota attorno alla cessione, a Titolo gratuito, della portaerei Garibaldi all’Indonesia e ai presunti intrecci tra l’azienda livornese Drass, specializzata in sistemi subacquei, e la trasferta del ministro a Dubai; secondo quanto riportato dalle testate, una lettera inviata lo scorso 25 settembre dal ministero della Difesa indonesiano al capo della Direzione nazionale armamenti italiano, l’ammiraglio Giacinto Ottaviani, conterrebbe ipotesi di compensazioni economiche proprio per l’azienda toscana, un passaggio che, nelle ricostruzioni giornalistiche, avrebbe dovuto essere portato a conoscenza delle commissioni parlamentari competenti.

Di fronte a queste rivelazioni, il ministero ha opposto una smentita secca e puntuale, elencando punto per punto le ragioni per cui, a suo dire, non esisterebbe alcun “affare Indonesia” riconducibile al ministro o all’amministrazione. La nota ufficiale, diffusa nella giornata di ieri, chiarisce innanzitutto che i contenuti di quella lettera – peraltro arrivata via email e non attraverso i consueti canali diplomatici – non sono mai stati accettati, recepiti o fatti propri dal governo italiano; non solo, ma il dicastero sottolinea come quelle ipotesi, prospettate unilateralmente da Giacarta, non abbiano ricevuto alcun riscontro, neppure una risposta di cortesia, proprio perché ritenute non compatibili con il quadro normativo vigente.

Il nodo delle procedure parlamentari e la posizione di Craxi

Se da un lato il ministero chiarisce che le commissioni Difesa di Senato e Camera non sono state informate della missiva perché, di fatto, si tratta di un documento privo di valore istituzionale, dall’altro emerge la posizione di Stefania Craxi, presidente della Commissione Esteri e Difesa di Palazzo Madama, la quale aveva anticipato che il ministro sarebbe stato chiamato a riferire proprio su quella lettera e sui rapporti con la Drass. La tensione, quindi, resta alta, anche perché la pratica relativa alla cessione della Garibaldi – un’unità varata nei primi anni Ottanta e posta in riserva alla fine del 2024 – è attualmente al vaglio delle Camere, che dovranno esprimere un parere vincolante sull’operazione. L’audizione di Crosetto, già calendarizzata per i prossimi giorni, diventa così il teatro naturale in cui il titolare della Difesa potrà fornire tutti i chiarimenti del caso, rispondendo anche alle interrogazioni presentate dal Movimento 5 Stelle, che parla di “misteri” e di conflitti di interesse legati ai finanziamenti che Drass avrebbe elargito in passato a Fratelli d’Italia e ai rapporti tra l’azienda e l’AIAD, la federazione delle imprese aerospaziali e difesa che Crosetto ha presieduto prima di entrare in governo.

La cooperazione navale e il ruolo strategico di Drass in Indonesia

Mentre il fronte politico-giudiziario si infiamma, prosegue spedito il percorso di rafforzamento della cooperazione militare tra Italia e Indonesia, un asse strategico che Roma sta coltivando con crescente attenzione nell’area indo-pacifica. Al di là della cessione della Garibaldi – che, va ricordato, verrebbe consegnata priva di capacità offensive e con costi di preparazione stimati in circa 54 milioni di euro a carico dell’Italia – il vero valore dell’intesa bilaterale risiede nei contratti industriali che ne derivano. Il dossier governativo numero 383, infatti, parla chiaro: la livornese Drass è pronta a costruire sei sottomarini compatti di nuova generazione (classe DGK) per la Marina indonesiana, un programma dal valore complessivo che potrebbe sfiorare il miliardo e mezzo di dollari, di cui una prima tranche da 480 milioni è già stata delineata. Si tratta di mezzi piccoli, lunghi una trentina di metri, pensati per operare in acque poco profonde e dotati di tecnologie sofisticate, capaci di trasportare anche incursori; un salto di qualità notevole per le forze subacquee di Giacarta, che potranno contare anche su veicoli per incursori (SDV) già forniti dalla stessa azienda toscana.

La replica del ministero e la posizione della Drass

Proprio il legame tra Drass e la Marina indonesiana, che si consolida attraverso questi contratti, è al centro delle ricostruzioni giornalistiche contestate dal ministero. L’accusa, implicita negli articoli del Fatto, è che la lettera di settembre contenesse una richiesta di compensazioni per l’azienda, una sorta di pagamento occulto che avrebbe coinvolto il ministro Crosetto, presente a Dubai negli stessi giorni in cui il titolare di Drass, Sergio Cappelletti, si trovava negli Emirati per una fiera di settore. Il ministero, nella sua nota, ribalta la prospettiva: “Stupisce che un giornalista esperto non abbia verificato le informazioni”, si legge, ricordando che il fatturato delle commesse di Drass con la Marina Militare italiana è calato del 99 per cento dopo la nomina di Crosetto, a dimostrazione di un rapporto, semmai, di segno opposto. Cappelletti, interpellato, non ha risposto alle domande su un eventuale incontro con il ministro a Dubai, mentre il Movimento 5 Stelle insiste perché venga fatta piena luce su “questo intreccio”. Quello che è certo, al di là delle polemiche, è che l’asse Roma-Giacarta rappresenta un’occasione d’oro per l’industria della difesa italiana, con Leonardo in prima fila per la fornitura di velivoli M-346 e per l’ammodernamento del sistema di combattimento della stessa Garibaldi, operazione che vedrà coinvolta proprio Drass per la parte subacquea.

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