Maurizio Bormolini, una stagione da incorniciare: quinto sigillo in coppa del mondo a Spindleruv Mlyn, sul podio anche Mirko Felicetti
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Redazione Sport
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C’è chi vince, chi conferma un primato e chi, come Maurizio Bormolini, trasforma ogni discesa in una lezione di superiorità tecnica. Nella suggestiva cornice dei Monti dei Giganti, a Spindleruv Mlyn, lo slalom parallelo di Coppa del Mondo ha messo in scena l’ennesimo capitolo di una annata che per lo snowboard azzurro sta assumendo i contorni dell’epopea. Il livignasco, portacolori del Centro Sportivo Esercito, ha letteralmente dominato la concorrenza, imponendosi con un distacco abissale – un secondo e quarantatré centesimi – sul giapponese Ryusuke Shinohara nella finale che ha chiuso la gara maschile. Un margine rarissimo per questa specialità, dove la vittoria si decide spesso per centesimi, e che fotografa con efficacia lo stato di grazia di un atleta ormai inarrestabile. Si tratta, per la precisione, del terzo sigillo consecutivo – dopo la doppietta polacca di Krynica dello scorso fine settimana – e del quinto complessivo in questa stagione, numeri che proiettano Bormolini sempre più saldamente in vetta alla classifica generale, con la prospettiva di poter mettere le mani su tutte e tre le sfere di cristallo.
Il percorso netto di un leader e le tappe verso la finale
La giornata boema, va detto, non era iniziata sotto i migliori auspici per il numero uno azzurro: le qualifiche avevano restituito un rendimento non esaltante, con il bulgaro Daniele Bagozza che aveva fatto segnare il miglior tempo salvo poi essere squalificato, un evento che ha rimescolato le carte nel tabellone principale. Ma Bormolini, quando si accendono i riflettori delle fasi a eliminazione diretta, cambia letteralmente marcia. Agli ottavi di finale ha regolato lo svizzero Dario Caviezel, per poi replicare ai quarti contro un altro bulgaro, Tervel Zamfirov, staccato di settantadue centesimi. Un ruolino di marcia netto, che lo ha condotto dritto alla finalissima contro Shinohara. L’avversario nipponico, che nel frattempo aveva estromesso l’azzurro Aaron March – fermatosi ai quarti con un quinto posto finale – nulla ha potuto contro la progressione del valtellinese, salito sul gradino più alto del podio per la dodicesima volta in carriera. Un successo che arriva al culmine di una settimana perfetta e che alimenta il sogno di chiudere la stagione con il tris di coppe.
Felicetti terzo, Caffont sfiora il podio: la squadra azzurra si conferma protagonista
Se Bormolini è il dominatore assoluto, la spedizione tricolore può sorridere anche per la prova di Mirko Felicetti. Il compagno di squadra, autore di una prestazione solida e convincente, ha conquistato la terza piazza, salendo sul podio per la sedicesima volta in carriera e centrando la sua terza top3 stagionale. La sua finale è stata una battaglia tutta interna al movimento azzurro, con la vittoria nella finalina contro lo svizzero Caviezel che gli ha garantito il gradino più basso del podio, in una giornata che ha visto anche Gabriel Messner chiudere al sesto posto. Un risultato di squadra che conferma la profondità del vivaio italiano nello snowboard parallelo, capace di piazzare più atleti nelle posizioni che contano. Sorrisi amari, invece, per Elisa Caffont nella prova femminile: l'azzurra ha chiuso al quarto posto, sfiorando di un soffio il podio dopo una gara comunque di spessore che la tiene stabilmente nelle zone nobili della classifica di specialità. Un piazzamento che, se analizzato a freddo, testimonia la continuità di rendimento delle ragazze italiane, pronte a raccogliere l'eredità delle veterane.
Un ruolino di marcia inarrestabile nel finale di stagione
Quello che sta mettendo a segno Maurizio Bormolini in questo scorcio conclusivo di Coppa del Mondo ha pochi precedenti nella disciplina. Dalla doppietta polacca in gigante parallelo – due vittorie consecutive che già avevano lanciato un segnale fortissimo al circuito – al successo odierno in slalom speciale, il livignasco ha infilato tre centri in sette giorni, dimostrando una capacità di adattamento e una tenuta mentale fuori dal comune. Non è soltanto una questione di risultati, ma di come questi vengono costruiti: Bormolini vince anche quando le qualifiche non sono perfette, quando la neve cambia, quando gli avversari provano a impostare una tattica aggressiva. La sua sciata è diventata un mix perfetto di pulizia tecnica e spregiudicatezza, un cocktail che gli permette di uscire sempre vincitore dai duelli testa a testa. Mentre la stagione volge ormai verso l'epilogo, con la classifica generale che lo vede allungare ulteriormente su inseguitori come il tedesco Baumeister e il compagno Aaron March, l'impressione è che ci troviamo di fronte a un atleta nel pieno della maturità agonistica. Uno che non si accontenta di vincere, ma vuole dominare, trasformando ogni gara in una passerella trionfale e ogni discesa in una lezione di snowboard.




