Donna uccisa a Fregene, la nuora resta in carcere

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Giada Crescenzi, la trentenne accusata dell’omicidio di Stefania Camboni, avvenuto nella notte tra il 14 e il 15 maggio scorso nella villetta di via Agropoli a Fregene, non lascerà il carcere. Lo ha stabilito il gip di Civitavecchia, che, pur non convalidando il fermo, ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare dopo l’interrogatorio durante il quale la giovane ha scelto di non rispondere.

I carabinieri, giunti sul posto poco dopo il ritrovamento del corpo, hanno rinvenuto tracce di sangue pulite con detersivo, insieme a pantofole e pigiama appena lavati – quasi profumati – indossati dalla Crescenzi, che viveva con la vittima. Stefania Camboni, uccisa con almeno quindici coltellate, era la suocera della donna, legata sentimentalmente a suo figlio. L’accusa, che ipotizza un omicidio aggravato dalla minorata difesa e dall’abuso di relazioni domestiche, sostiene che la trentenne «non abbia agito da sola», sebbene il movente resti ancora ignoto.

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