Marc Marquez punta a Valencia, mentre Ducati valuta Bulega per Portimao
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Redazione Sport
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Le condizioni fisiche di Marc Marquez, dopo l'intervento chirurgico alla spalla destra resosi necessario a seguito dell'infortunio patito in Indonesia, stanno progressivamente migliorando, al punto che il direttore sportivo di Ducati Corse, Mauro Grassilli, non ha escluso un suo ritorno anticipato in pista. "Non è impossibile che possa correre a Valencia", ha dichiarato Grassilli, sottolineando come tutto dipenderà dall'andamento della riabilitazione, la quale, è bene ricordarlo, ha preso una piega differente rispetto alla terapia conservativa inizialmente intrapresa, i cui risultati non erano ritenuti soddisfacenti dai medici. L'operazione, che ha affrontato la frattura del coracoide e la lesione ai legamenti, impone comunque una certa cautela, come confermato dal dottor Charte, il quale ha avvertito che l'infortunio "dev’essere trattato con calma, altrimenti rischia conseguenze". Questo approccio prudente è del resto dimostrato dalla forzata assenza del pilota al Gran Premio d'Australia di Phillip Island.
Il piano di recupero e le valutazioni tecniche
Mentre Marquez si concentra sul proprio recupero, l'attenzione della scuderia di Borgo Panigale si sposta necessariamente sulla gestione del suo posto in pista per le prossime gare. L'ipotesi più intrigante, avanzata dallo stesso Grassilli, riguarda la possibilità di vedere Nicolò Bulega alla guida della Desmosedici GP nel Gran Premio di Portogallo a Portimao. L'idea, però, non è priva di considerazioni tecniche; il direttore sportivo ha infatti precisato che Bulega, pur essendo un pilota di indubbio talento, "non conosce moto e gomme", riferendosi alle specifiche della MotoGP e alle gomme Michelin, radicalmente diverse da quelle Pirelli a cui è abituato in Superbike. Per questo, un suo eventuale debutto richiederebbe che "prima provi la Desmosedici", in modo da acquisire una minima familiarità con un mezzo e una tipologia di pneumatici che presentano caratteristiche uniche e impegnative.
Il doppio impegno di Bulega tra Superbike e MotoGP
Per Nicolò Bulega, il prossimo fine settimana rappresenta un appuntamento cruciale sotto il profilo sportivo, poiché in Superbike si giocherà la possibilità di conquistare il titolo mondiale, sebbene con un margine di svantaggio – 39 punti – da recuperare sul leader Toprak Razgatlioglu. Oltre al titolo piloti, è in palio anche quello costruttori, con Ducati impegnata in una serrata lotta con la BMW. Questo duplice scenario, tra l'impegno nel campionato in corso e la prospettiva di un assaggio in MotoGP, delinea un momento particolarmente significativo per la carriera del pilota italiano, il quale, a metà maggio, ha rinnovato il proprio legame con Ducati attraverso un contratto biennale che lo conferma in Superbike e, al contempo, nel ruolo di tester per la MotoGP, una posizione strategica pensata anche per sfruttare la sua esperienza in vista dell'arrivo delle gomme Pirelli nella classe regina nel 2027.
Le dinamiche interne alla squadra Ducati
La situazione creatasi con l'infortunio di Marquez ha pertanto innescato una serie di valutazioni all'interno del team, che vanno ben oltre la semplice sostituzione per una singola gara. L'utilizzo di Michele Pirro in Australia era una soluzione di immediatezza, data la sua profonda conoscenza della moto e del ruolo di collaudatore. La possibilità di schierare Bulega a Portimao, invece, rientra in una visione più ampia, che guarda allo sviluppo futuro e all'integrazione di un pilota giovane e promettente nell'ambiente della massima categoria. Si tratta di un'opportunità che, se concretizzata, offrirebbe alla casa italiana un prezioso banco di prova per valutare le potenzialità del suo campione in Superbike in un contesto totalmente nuovo, pur nella piena consapevolezza delle difficoltà oggettive che un simile debutto comporterebbe, a cominciare dall'adattamento a un mezzo e a degli pneumatici così diversi da quelli abituali.




