«Genitori inadeguati». La perizia allontana il ritorno a casa dei bambini del bosco

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   Non c’è pace per Catherine e Nathan, la coppia anglo-australiana finita al centro del vortice mediatico noto come la “famiglia nel bosco”, dopo che la perizia – comunque non ancora definitiva – depositata dalla psichiatra Simona Ceccoli, consulente tecnica d’ufficio del Tribunale per i minorenni dell’Aquila, ha certificato quella che viene definita una vera e propria “incapacità genitoriale”. Il documento, che consta di ben 196 pagine, delinea un profilo critico delle competenze educative di entrambi, sottolineando come i loro tratti di personalità possano interferire pesantemente con i bisogni evolutivi dei tre minori, i quali, dal 20 novembre scorso, sono ospiti di una casa famiglia a Vasto.

L’analisi della consulente e l’immaturità dei più piccoli

Secondo quanto emerso dalla relazione – che ha avuto il merito di riassumere lo stato psicologico dei soggetti coinvolti – l’isolamento in cui sono cresciuti i bambini avrebbe contribuito a una condizione di “immaturità neuropsicologica”. La Ceccoli, nel suo elaborato, ha rilevato come i figli della coppia manifestino nei test una rappresentazione distorta della figura parentale, al punto da disegnare animali al posto dei familiari, un dettaglio quest’ultimo interpretato come un segnale di sofferenza profonda. Ne consegue che il loro percorso educativo, se interrotto bruscamente senza un graduale reinserimento sociale, potrebbe subire danni ulteriori. Per questo motivo la perizia respinge al mittente l’ipotesi di un ricongiungimento immediato, giudicandola – in questo momento storico – priva di fondamento clinico e giuridico.

Tempi dilatati e la replica dei difensori

La strada per il ritorno tra le mura domestiche, dunque, si fa decisamente più lunga. La procedura, come spesso accade in questi delicati sviluppi giudiziari, prevede ora una fase di controdeduzioni: i consulenti di parte, nominati dai legali Marco Femminella e Danila Solinas, avranno trenta giorni per analizzare la documentazione e presentare le loro osservazioni. Solo dopo questa controffensiva tecnica, la stessa perita disporrà di un ulteriore mese per stilare la sua relazione conclusiva. Una tempistica che slitta inesorabilmente verso l’estate, mentre si attende ancora il pronunciamento della Corte d’Appello civile dell’Aquila sulla richiesta di ricongiungimento; quest’ultima, come noto, dovrà arrivare entro il 15 maggio. I Nathan, che nel frattempo sono tornati a vivere nel casolare di Palmoli dopo aver rifiutato la casa comunale senza i figli, restano in attesa.

Tra inchiesta e polemiche politiche

La vicenda, che ha dell’incredibile per la cronaca nera nazionale, continua a intrecciarsi con accesi dibattiti politici; solo poche ore prima della diffusione della bozza della perizia, il vicepremier Matteo Salvini aveva visitato i genitori nel loro rifugio nel bosco, schierandosi apertamente per il ricongiungimento e parlando di “violenza istituzionale”. Tuttavia, al netto delle reazioni esterne e del clamore mediatico, il tribunale procede seguendo i binari della legge. Non vi è al momento alcuna certezza su una possibile decadenza della responsabilità genitoriale – che aprirebbe scenari drammatici come l’adottabilità – ma la consulenza della Ceccoli rappresenta un muro quasi insormontabile per chi sperava in una soluzione rapida. Lo scontro tra i periti di parte, insomma, si preannuncia serrato, con i difensori della coppia pronti a dimostrare l’inconsistenza delle accuse mosse dalla psichiatra aquilana.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.