Il Bayesian riemerge dopo dieci mesi: i pm indagano sulle cause del naufragio
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Redazione Interno
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Un tendalino sfilacciato, il legno della coperta ormai ingrigito dall’acqua salata, una scaletta piegata dall’urto contro il fondale. Il Bayesian, il superyacht a vela affondato dieci mesi fa al largo di Porticello, è tornato in superficie, sollevato dalle gru della Hebo Lift 10 dopo un’operazione complessa che lo ha riportato alla luce dai suoi 49 metri di profondità. Quello che oggi riemerge è solo l’ombra dell’imbarcazione da 57 metri che un tempo sfoggiava l’albero più alto del mondo, i suoi 72 metri simbolo dello status del magnate Mike Lynch.
I lavori di recupero, iniziati con un sollevamento parziale ieri, hanno permesso di riportare in superficie lo scafo, che verrà ora svuotato dall’acqua ancora presente al suo interno. L’operazione, oltre a ridurre il rischio ambientale, servirà a verificare la tenuta strutturale del veliero. «Le prove di galleggiamento sono fondamentali», spiegano i pm, che hanno richiesto i test per raccogliere dati utili a ricostruire le dinamiche del naufragio. Se l’imbarcazione riuscirà a mantenersi a galla autonomamente, gli esperti potranno valutare con maggiore precisione le condizioni dello scafo e capire se l’allagamento sia stato determinante nel far precipitare gli eventi quella notte.
Era il 19 agosto dello scorso anno quando una violenta burrasca estiva travolse il Bayesian, trascinandolo a picco e causando la morte di sette persone. Da allora, il relitto era rimasto adagiato sul fondale, invisibile fino a oggi, quando è riaffiorato per la prima volta. Le indagini, ancora in corso, dovranno stabilire se oltre alle condizioni meteo abbiano contribuito altri fattori, come errori nella gestione dell’imbarcazione o manutenzione carente.




