Ilaria Salis: un appello per la libertà
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Redazione Interno
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Ilaria Salis, attivista di 39 anni originaria di Monza, è detenuta in Ungheria da quasi un anno. La sua situazione ha suscitato grande preoccupazione e mobilitazione nella sua città natale, dove si è tenuto un corteo pacifico per chiedere la sua liberazione.
Fiaccolata a Monza
Trecentocinquantacinque candele illuminavano la via Italia a Monza, seguite da altre cinquanta, accese quando le prime erano terminate. Nessun simbolo di partito, nessuna bandiera: solo la richiesta unanime di libertà per Ilaria Salis. L'idea del corteo era stata lanciata dal Partito Democratico, su richiesta di molti ex studenti del liceo classico Zucchi, e così è stato.
Incontro con i ministri
Roberto Salis, padre di Ilaria, ha avuto un incontro faccia a faccia con Antonio Tajani e Carlo Nordio, rispettivamente ministro degli Esteri e della Giustizia. Con lui c'era l'avvocato Eugenio Lasco. Secondo una nota della Farnesina, i ministri hanno sottolineato che i principi di sovranità giurisdizionale di uno Stato impediscono qualsiasi interferenza sia nella conduzione del processo sia nel mutamento dello status libertatis dell'indagato.
La posizione dell'Unione Europea
Dall'Unione Europea arriva un messaggio di speranza: "Misure e sanzioni non detentive dovrebbero essere valutate, se appropriate alle circostanze del caso". Questa dichiarazione apre la possibilità di un rientro in Italia di Ilaria Salis, anche se il padre si mostra sfiduciato su un ritorno in tempi brevi.
La speranza non muore
Nonostante le difficoltà, la speranza per la liberazione di Ilaria Salis non muore. Il padre, pur consapevole che la figlia resterà in carcere, non molla: "Resterà in carcere, ma non mollo". L'appello per la libertà di Ilaria continua a risuonare forte, sia nelle strade di Monza che nei corridoi del potere. La lotta per la sua liberazione continua.




