Napoli, il prefetto sospende tutti gli autovelox: non sono omologati, dispositivi spenti in provincia e area metropolitana
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Redazione Interno
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Sessantasette dispositivi di rilevazione della velocità, disseminati tra il capoluogo partenopeo e i comuni dell'area metropolitana, compresa l'isola d'Ischia, sono stati spenti. Il prefetto Michele di Bari, con un decreto firmato nelle scorse ore, ha disposto la sospensione immediata di tutti i provvedimenti autorizzativi emanati tra il 2018 e il 2023, quelli che di fatto consentivano l'installazione e l'utilizzo degli autovelox fissi. Una decisione, questa, che arriva dopo la ricognizione voluta dalla prefettura e che si inserisce nel più ampio caos normativo che da mesi avvolge la questione dei controlli automatici della velocità in Italia.
Il nodo della vicenda, com'è noto, è squisitamente tecnico-giuridico e affonda le radici in una distinzione fondamentale, quella tra dispositivi “approvati” e strumenti “omologati”. La Corte di Cassazione, con un orientamento ormai consolidato e risalente a una sentenza dell'aprile 2024, ha stabilito che le multe elevate mediante autovelox sono valide solo se i rilevatori risultano effettivamente omologati e non semplicemente approvati dal ministero competente; una differenza procedurale che, se ignorata, rende le sanzioni potenzialmente nulle e quindi facilmente impugnabili dinanzi al giudice di pace o in sede di ricorso al prefetto. Il provvedimento del rappresentante del governo nell'area partenopea, dunque, mira a evitare una nuova e ingestibile pioggia di ricorsi da parte degli automobilisti, congelando in via cautelativa l'operatività di tutti quegli apparecchi la cui posizione, dal punto di vista della conformità alle recenti interpretazioni giurisprudenziali, appare quantomeno dubbia.
L'attesa per i decreti attuativi e il nodo della trasparenza amministrativa
Nel documento ufficiale diramato dalla prefettura si legge che la sospensione, destinata a rimanere in vigore fino a nuove disposizioni, si è resa necessaria in attesa dell'adozione dei decreti attuativi del decreto ministeriale dell'11 aprile 2024. L'obiettivo dichiarato è quello di garantire un'uniformità applicativa della normativa vigente su tutto il territorio nazionale, assicurando al contempo la piena trasparenza e la legalità dell'azione amministrativa. Una scelta, quella del prefetto Di Bari, che di fatto anticipa quello che potrebbe accadere in molte altre province italiane qualora emergessero le medesime criticità tecniche, con migliaia di apparecchi attualmente in funzione che rischiano lo spegnimento: secondo stime recenti, infatti, su circa undicimila dispositivi presenti lungo le strade italiane, soltanto poco più di tremilaottocento risulterebbero registrati regolarmente, e di questi nemmeno mille e trecento sarebbero pienamente conformi ai futuri standard di omologazione in via di definizione.
La reazione delle amministrazioni locali, almeno per il momento, appare improntata alla massima cautela, pur nella consapevolezza che la sicurezza stradale non può essere messa in secondo piano. Il sindaco di Piano di Sorrento, intervenuto sulla vicenda per chiarire la posizione del suo comune, ha confermato la ricezione della nota prefettizia, spiegando ai cittadini che la sospensione serve proprio a garantire procedure pienamente legittime e criteri uniformi per l'installazione dei dispositivi. Il primo cittadino, nel suo intervento, ha tenuto a sottolineare come l'amministrazione comunale sia più che mai intenzionata a ripristinare i controlli non appena il quadro normativo lo consentirà di nuovo, precisando che l'eventuale riattivazione degli autovelox avverrebbe con il solo scopo di prevenire incidenti e non certo per incrementare le entrate derivanti dalle sanzioni, un sospetto, quest'ultimo, che da sempre accompagna il dibattito pubblico sull'argomento.
Gli effetti del provvedimento e la sospensione delle sanzioni pregresse
Con lo spegnimento dei sessantasette rilevatori, di fatto, vengono congelate anche tutte le sanzioni elevate a partire dal 2018 e fino allo scorso anno, un arco temporale piuttosto ampio durante il quale i decreti prefettizi ora sospesi hanno garantito una parvenza di legittimità all'operato dei comuni. La decisione del prefetto, tuttavia, non si limita a bloccare le future contestazioni, ma getta un'ombra anche su migliaia di verbali già notificati negli anni passati, quelli che gli automobilisti potrebbero ora decidere di contestare con maggiori possibilità di successo, forte proprio del nuovo orientamento giurisprudenziale e della conseguente presa d'atto da parte della stessa prefettura circa l'inadeguatezza dei titoli autorizzativi finora utilizzati.
Si tratta, in definitiva, di una situazione destinata a protrarsi per diverse settimane, se non per mesi, in attesa che il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti definisca una volta per tutte l'elenco aggiornato dei dispositivi effettivamente omologati e fornisca agli enti locali le linee guida definitive per procedere all'adeguamento delle proprie apparecchiature; nel frattempo, sulle strade della provincia di Napoli e del capoluogo, i controlli elettronici della velocità rimarranno sospesi e gli automobilisti potranno incrociare soltanto le tradizionali pattuglie delle forze dell'ordine.
Description: Il prefetto di Napoli ha sospeso 67 autovelox in città e provincia perché non omologati. Stop ai decreti dal 2018 al 2023 e caos multe in attesa delle nuove norme.




