Fontecchio ko con Miami, Boston domina. Wembanyama trascina gli Spurs
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Redazione Sport
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La notte Nba tra mercoledì e giovedì ha regalato scenari opposti per i due italiani in campo, con Simone Fontecchio che, nonostante un contributo di cinque punti raccolti in soli cinque minuti sul parquet del Kaseya Center, non ha potuto evitare ai suoi Miami Heat un pesante ko casalingo. Al cospetto dei Boston Celtics, infatti, la partita è scivolata via sul punteggio di 147-129, un divario che racconta bene la superiorità offensiva degli ospiti, guidati a spron battuto da un indemoniato Jaylen Brown – autore di 43 punti – e da Jayson Tatum. Proprio Tatum, tornato a pieno regime dopo l’infortunio che lo aveva tenuto lontano dal campo fino a meno di un mese fa, ha firmato la sua prima tripla doppia stagionale: 25 punti, 18 rimbalzi e 11 assist, una linea statistica che ne certifica l’impatto totale sul gioco.
Wembanyama incontenibile, San Antonio non si ferma più
Se a Est i Celtics continuano a macinare gioco, a Ovest è un altro gigante a fare notizia. Victor Wembanyama, il fenomeno francese dai movimenti innaturali per la sua altezza, ha letteralmente stravolto i Golden State Warriors, usciti sconfitti per 127-113 nel proprio arena. La sua prestazione rasenta l’irreale: 41 punti, 18 rimbalzi, 3 stoppate e un 16/22 dal campo che lascia poco spazio a interpretazioni alternative. Ciò che impressiona, però, è la continuità – era la seconda gara consecutiva con 41 punti, eguagliando il suo season high – e l’efficienza in meno di 29 minuti giocati. I Warriors, decimati da numerosi infortuni, non hanno trovato argine alla sua mobilità né sotto le plance né in fase di sviluppo offensivo.
La corsa dei dieci successi consecutivi
Con questo risultato, gli Spurs hanno incassato la loro decima vittoria di fila, allungando ulteriormente un ruolino di marcia che ne ha visti trionfare in 26 delle ultime 28 partite disputate. Una striscia che li tiene agganciati agli Oklahoma City Thunder, attuali vertici della Western Conference con un record di 60 vittorie e 16 sconfitte, in una corsa al primato che non accenna a decelerare. La trasferta di Golden State, per quanto complicata sulla carta, è stata gestita con la sicurezza di una squadra che ha trovato il proprio equilibrio proprio attorno al suo lungo francese, divenuto ormai il faro inamovibile del sistema offensivo e difensivo di coach Popovich.
Triple doppie e altri risultati di rilievo
La notte è stata ricca anche per altri interpreti: Nikola Jokic e Karl-Anthony Towns hanno entrambi firmato una tripla doppia, rispettivamente nei successi dei loro Nuggets e Knicks, mentre i Philadelphia 76ers hanno aggiunto una vittoria al proprio casellario. Boston, dal canto suo, ha dimostrato ancora una volta la profondità del proprio roster, con Brown e Tatum in grado di alternarsi nella conduzione della manovra senza soluzione di continuità. Per Fontecchio, l’impiego ridotto – appena trecentosessanta secondi sul parquet – lascia intendere una rotazione ancora sperimentale da parte di coach Spoelstra, ma il suo apporto nei minuti concessi è stato comunque positivo in termini realizzativi. Non è bastato, però, a scalfire la solidità dei campioni in carica, apparsi in controllo sin dai primi quarti nonostante le percentuali altissime dalla lunga distanza dei padroni di casa.




