Wembanyama, l'imperatore degli Spurs che domina la Nba

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Redazione Sport Redazione Sport   -   “Ho visto l'Imperatore, quest'anima del mondo, uscire dalla città per andare in ricognizione”. Le parole che Hegel usò per Napoleone, dopo averlo incrociato a Jena, sembrano adattarsi con sorprendente precisione alla figura di Victor Wembanyama, la cui presenza sul parquet trasforma i San Antonio Spurs in una compagine capace di avviare la stagione con la miglior partenza di sempre nella storia della franchigia. La vittoria per 107-101 sui Miami Heat, che pure hanno visto un'ottima prestazione di Simone Fontecchio, segna il quinto successo consecutivo, un record che proietta la squadra in una dimensione di assoluto rispetto, laddove il fattore Wembanyama si fonde con un meccanismo di gioco ormai rodato e letale.

Il fattore Fontecchio non basta a fermare la macchina Spurs

Nonostante la sconfitta della sua squadra, la serata di Simone Fontecchio al Frost Bank Center è stata di quelle da incorniciare, con l'italiano che ha aggiornato i suoi record stagionali segnando 18 punti, di cui cinque provenienti dall'arco su sette tentativi, in ventotto minuti di utilizzo. Un contributo offensivo, il suo, che gli permette di alzare la media realizzativa a 13.8 punti a partita e di issarsi all'ottavo posto nella classifica della percentuale da tre punti, con un impressionante 59.3%. Quelle di Fontecchio, però, sono state luci isolate in un quadro generale dominato dagli Spurs, i quali, forti anche di 16.8 punti di media di Devin Vassell e 18.8 di Stephon Castle, hanno costruito una fase offensiva di rara efficacia, sia da breve distanza che dalla lunga distanza.

Oklahoma e San Antonio tracciano le prime gerarchie a Ovest

Il panorama della Western Conference inizia a delinearsi con due franchigie ancora imbattute: gli Oklahoma City Thunder, campioni in carica, che hanno collezionato sei vittorie consecutive, e gli stessi San Antonio Spurs, fermi a cinque. Questo duplice dominio, tecnico e mentale, sta già scrivendo le prime pagine della nuova gerarchia Nba, dove l'asse Oklahoma-San Antonio sembra dettare legge. Mentre altre squadre, come i Milwaukee Bucks che hanno superato i Golden State Warriors senza Antetokounmpo, cercano il loro equilibrio, le due compagini a Ovest mostrano una continuità di rendimento che le rende, al momento, le candidate più credibili per la corsa al titolo.

La struttura degli Spurs, un sistema oltre il singolo fenomeno

Sebbene la statura, in ogni senso, di Wembanyama sia l'elemento più visibile e discusso, il merito dei cinque successi di fila va ascritto a una macchina perfettamente oliata che Mitch Johnson sta guidando con abilità. Intorno al giocatore francese, infatti, ruota un sistema di gioco collettivo che massimizza le doti di ogni componente, permettendo a Vassell e Castle di trovare con facilità soluzioni di tiro e di penetrazione. È questa sinergia, questa capacità di far muovere la palla e gli uomini con uno scopo preciso, a rendere gli Spurs non solo la squadra di un uomo solo, ma un vero e proprio collettivo in grado di imporsi per la sua superiore organizzazione.

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