«Tuttofood», l’agroalimentare va in scena tra business e cultura

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Prende il via domani, 11 maggio, per concludersi il 14, l’edizione 2026 di Tuttofood, la manifestazione dedicata all’intera filiera del cibo che torna a occupare gli spazi di Fiera Milano Rho. Non una semplice vetrina espositiva, quanto piuttosto un crocevia di interessi, regulation e identità territoriali, capace di riunire sotto gli stessi padiglioni industria, distribuzione, istituzioni e mondo accademico, sia italiano che internazionale. Tra i numeri che restituiscono la portata dell’evento – e che sono stati diffusi alla vigilia – spicca il dato sugli espositori esteri: circa 1.500 marchi su un totale di 5mila, provenienti da 80 Paesi. Una percentuale, quella del 30%, che conferma le proiezioni iniziali di Fiere di Parma, le quali avevano indicato un incremento del 20% rispetto all’anno scorso. A questi si aggiungono 100mila visitatori professionali già pre-accreditati, numero che suggerisce un interesse concreto da parte degli operatori, senza che ciò costituisca, ovviamente, una previsione sull’affluenza reale.

L’accordo con il Mercosur e il convegno “Dos mundos, Una Dirección”

Nel fitto programma di convegni, uno in particolare incrocia geografie distanti ma economicamente sempre più vicine: l’Europa e l’America Latina. Organizzato da Cibus Link il terzo giorno di fiera, l’incontro dal titolo “Dos mundos, Una Dirección: La Evolución del Retail entre Europa y Latinoamérica” si avvale della collaborazione con il ministero dell’Economia del Paraguay. L’obiettivo dichiarato è quello di offrire una lettura aggiornata delle opportunità per l’export, alla luce del recente accordo con il Mercosur. Un tema, quest’ultimo, che ha riacceso l’attenzione degli operatori italiani sulle possibilità di penetrazione in mercati come Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay, senza però che si sia ancora consolidata una prassi univoca nei canali distributivi.

Molino Spadoni e la pizza “come in pizzeria” tra tradizione e retail

Tra i protagonisti annunciati c’è Molino Spadoni, azienda ravennate storica – specializzata in farine, miscele speciali e derivati – che sarà presente dall’11 al 14 maggio all’interno dello spazio del Consorzio Italia del Gusto, al padiglione 6 stand A31. L’occasione, spiega Michelangelo Livio Spadoni, quarta generazione al vertice e responsabile commerciale e marketing, è ritenuta “molto importante” per incontrare gli stakeholder di riferimento. Le novità portate in fiera toccano sia i canali retail che il foodservice, con un’attenzione particolare alla pizza “come in pizzeria”: una proposta che cerca di coniugare la fedeltà alla tradizione artigiana con le esigenze di standardizzazione industriale, due tensioni che raramente trovano un equilibrio, e che in questo caso vengono affidate alla ricerca sugli impasti.

La Città Metropolitana di Reggio Calabria e le dieci eccellenze del territorio

Anche il Sud si fa largo a Rho, e lo fa con una presenza istituzionale. La Città Metropolitana di Reggio Calabria parteciperà alla kermesse portando con sé dieci realtà produttive selezionate tramite avviso pubblico, tutte ospitate al padiglione 10 stand L03. Non una semplice delegazione di facciata, ma un gruppo rappresentativo di quella che viene definita “filiera agroalimentare metropolitana”: produzioni artigianali, specialità dolciarie, lavorazioni agricole, trasformazioni alimentari, pasta, conserve, liquori. Ciascuna di queste aziende – è lecito dedurlo – prova a raccontare, attraverso la qualità del proprio prodotto, l’identità e la ricchezza di un territorio spesso penalizzato da logistica e visibilità, ma che qui cerca canali B2B diretti. La scelta di esporre in un contesto come Tuttofood, d’altronde, non lascia margini all’autocompiacimento: chi viene da Reggio sa di dover competere sugli stessi piani di marchi esteri e grandi gruppi nazionali. E forse proprio in questa consapevolezza risiede il senso di una partecipazione che non è solo promozionale, ma strutturale.

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