Roma blindata per l’intronizzazione di papa Leone XIV, attesi 250mila fedeli

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Seimila agenti, sistemi anti-drone, cecchini schierati e una no-fly zone sopra il Vaticano: Roma si prepara a vivere una domenica di massima allerta per l’intronizzazione di Robert Francis Prevost, che domani, per la prima volta da pontefice, percorrerà via della Conciliazione a bordo della papamobile per salutare i pellegrini giunti da ogni parte del mondo. Oltre 250mila fedeli, secondo le stime, affolleranno piazza San Pietro, mentre 156 delegazioni straniere – tra capi di Stato, di governo e rappresentanti religiosi – prenderanno parte alla cerimonia che segnerà l’inizio ufficiale del pontificato di Leone XIV, eletto il 8 maggio come 267esimo successore di Pietro.

Tra gli ospiti illustri, oltre ai leader europei e ai sovrani delle monarchie cattoliche, spiccano la presenza del presidente ucraino Volodymyr Zelensky e del vicepresidente americano J.D. Vance, giunti a Roma non solo per la cerimonia ma anche per una serie di incontri istituzionali. Qualcuno, come il presidente libanese, ha già approfittato della visita per un colloquio con il premier Giorgia Meloni a Palazzo Chigi, in un incrocio di diplomazia e religione che conferma il ruolo centrale della Capitale in queste ore.

La sicurezza, come è ovvio, è il nodo principale. Le forze dell’ordine hanno istituito tre zone a protezione differenziata, con doppi controlli per accedere all’area sacra e dispositivi per neutralizzare eventuali droni. Un dispiegamento senza precedenti, reso necessario non solo dall’alto profilo degli ospiti ma anche dal contesto internazionale, in cui le minacce al Vaticano – come dimostrano i recenti episodi di cronaca – non possono essere sottovalutate.

Quella di domani sarà una messa carica di simboli, a partire dall’omelia che Leone XIV rivolgerà alla folla riunita sotto il colonnato berniniano, richiamando l’immagine di una Chiesa “con le braccia aperte”, come lui stesso ha auspicato dopo l’elezione. Un’immagine che sembra trovare riscontro nella composizione delle delegazioni presenti, provenienti da ogni angolo del pianeta, in un abbraccio ideale tra Oriente e Occidente.

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