Scandalo a Palermo: Mimmo Russo accusato di legami con la mafia e voto di scambio
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Redazione Interno
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Mimmo Russo, ex consigliere comunale di Palermo per Fratelli d'Italia, è stato interrogato dai magistrati questa mattina, venerdì 12 aprile. Russo è accusato di concorso esterno in associazione mafiosa e voto di scambio politico mafioso.
Coindagati e accuse
Davanti al giudice delle indagini preliminari sono comparsi anche i coindagati Gregorio Marchese, figlio del killer mafioso Filippo Marchese, e il faccendiere Achille Andò. Secondo i pm, Russo, sospeso dal partito dopo l’arresto, avrebbe comprato voti dalla mafia con denaro, buoni benzina e posti di lavoro. Inoltre, avrebbe interferito con la macchina amministrativa per agevolare pratiche urbanistiche di alcune società di cui Andò era consulente.
Il faccendiere massone e l'ippodromo
Il 25 agosto di due anni fa, l’avvocato Giuseppe Andò, figlio del faccendiere massone Achille Andò, era entusiasta. Telefonò a un consigliere di amministrazione della nuova società di gestione dell’ippodromo, Tommaso Di Matteo, per annunciargli che al ministero delle Politiche Agricole avevano appena dato il via libera a un finanziamento per la struttura.
Un nuovo scandalo all'Urbanistica
Nel pomeriggio del 7 marzo 2022 Gregorio Marchese parlava con un imprenditore edile. Era certo che presto sarebbero partiti i lavori per un nuovo centro commerciale, una sorta di ampliamento del Forum di Brancaccio. Marchese si presentava come il portavoce del consigliere comunale Mimmo Russo, il quale gli avrebbe detto: “Gregò… non ci troviamo spreparati… mi segui?”.




